Cantalupo Ligure come da tradizionale ha ospitato la celebrazione in memoria di Feodor Poletaev, partigiano e soldato dell’Armata Rossa, caduto in Val Borbera il 2 febbraio 1945. Insignito della Medaglia d’oro al Valor Militare della Repubblica Italiana e della Medaglia d’oro dell’URSS, A introdurre i vari interventi è stata Mara Scagni, presidentessa dell’associazione Ryalge. Presente Maria Vedrinskaya, Console della Federazione Russa a Genova, che ha ringraziato il numeroso pubblico, le autorità presenti e la Provincia di Alessandria, intervenuta con il gonfalone insignito di Medaglia d’oro per la Resistenza. La Console ha sottolineato il sacrificio di Poletaev per la libertà del popolo russo e di quello italiano, richiamando il valore universale della sua doppia onorificenza. Un pensiero è stato inoltre rivolto alle recenti difficoltà nel mantenere viva la memoria in alcuni luoghi dell’Europa orientale, ribadendo l’importanza di una “diplomazia dal basso” fondata sulla partecipazione popolare. Per Roberto Rossi, presidente provinciale ANPI, la memoria davanti al monumento non può prescindere da un richiamo forte all’articolo 11 della Costituzione e al rifiuto della guerra come strumento di risoluzione delle controversie fra Stati. In un mondo segnato da conflitti e stragi di civili, la pace va difesa come bene assoluto, non come semplice pausa tra una guerra e l’altra. Lo storico Davide Rossi (Centro studi “Anna Seghers”) sottolineato il carattere profondamente antifascista del popolo russo e la coralità mondiale del secondo conflitto mondiale, spesso offuscata da ignoranza storica. In particolare, è stata citata, a questo proposito, l’affermazione di Kaja Kallas del settembre scorso, che avrebbe definito una “novità” il ruolo di Cina e Russia quali vincitori sul nazismo e sul fascismo. Lo storico ha ricordato invece come l’Unione Sovietica abbia pagato con 27 milioni di vittime e come la Cina, nel conflitto contro il Giappone, abbia subito perdite pari a circa 20 milioni di morti: dati essenziali per comprendere l’ordine postbellico. Momento particolarmente toccante è stata la lettura di una pagina di diario che racconta i fatti del 2 febbraio 1945 in Val Borbera, restituendo con parole semplici e drammatiche l’orrore della battaglia e l’agonia del “povero russo” ferito sulla neve, immagine potente del sacrificio di Poletaev.
Alla commemorazione hanno preso parte, tra gli altri, Rocco Muliere, sindaco di Novi Ligure, Giuseppe Teti, sindaco di Vignole Borbera, il consigliere provinciale Giacomo Perocchio, diverse sezioni ANPI provenienti dalla provincia e dalla Liguria, rappresentanti dell’ISRAL e dell’Associazione Memoria della Benedicta, Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai Carabinieri e alle forze dell’ordine, a tutela di una cerimonia che, lo scorso anno, fu oggetto di atti vandalici.
Cantalupo Ligure ha così rinnovato un impegno collettivo: custodire una memoria condivisa che continui a parlare di libertà, pace e dignità dei popoli.
ph. Massimo Sorlino








