L’Alessandria passa il turno e approda ai quarti di finale dei playoff di Lega Pro. Nulla di strano, tutto conosciuto. L’immagine della serata, però arriva mentre chi vi scrive sta tornando di buon passo verso l’auto per correre ad un altra partita, di basket stavolta. Una famiglia leccese sta percorrendo la stessa via, quando si sente “Mi dai la tua sciarpa?”. Subito pare un “consiglio minaccioso”, poi una volta osservata la scena, un signore di circa cinquant’anni, ferma il proprio scooter, si avvicina alla famiglia e chiede di scambiare la sciarpa grigionera con quella giallorossa.
Ecco da qui si può raccontare Alessandria – Lecce, da due grandi tifoserie che hanno tifato in modo leale, pulito e con grande calore.

Quella di ieri è stata l’ultima gara in stagione al Moccagatta che subirà alcuni lavori di rinnovamento. Tra questi, via il settore parterre.

Nessun problema dentro o fuori dallo stadio, da quel Moccagatta che saluta il settore parterre, un luogo unico e simbolico che metteva da sempre, giocatori e pubblico sullo stesso piano. Osservare da lì le gare, faceva sentire più vicini ai propri beniamini, regalando la sensazione di poterli quasi toccare.

Sul campo ieri, invece sono scese due squadre che hanno affrontato la gara in modo diametralmente opposto. Il Lecce è arrivato con tanta determinazione, sprezzante e molto sciolto. L’Alessandria invece contratta, brutta e un po’ appannata, con Gonzalez spot negativo (per quanto sia stato colui che nei 90’ regolamentari, abbia tirato più volte verso la porta).
Vero è che il Lecce avrebbe meritato di più, ma i grigi beneficiano di quella buona sorte che spesso era loro mancata, e il migliore in campo a fine gara è Vannucchi, decisivo in positivo che si è tolto più di un sassolino dalla scarpa.

Gonzalez ha faticato molto ed ha lasciato il posto a Sestu ad inizio ripresa. Meglio Branca, che ha pure segnato il primo calcio di rigore

La gara è fatta dai giallorossi con almeno tre occasioni nitide nella prima parte di gara, ma Vannucchi si esalta e dirà sempre di no a Caturano, Lepore e Pacilli. Pillon a bordocampo è incontenibile, i leccesi sfruttano i tanti errori in fase di costruzione dei grigi per asfissiare il gioco rimanendo per larghi tratti nella metà campo alessandrina. Sulla sponda opposta, Nicco fatica a trovare il ritmo e solo Marras riesce a far paura agli avversari con la sua velocità ed imprevedibilità.

Nel secondo tempo i ritmi si abbassano, e Sestu rileva un Gonzalez stanco e poco lucido. La differenza si vede, con lo spostamento di Marras dietro a Bocalon e dell’ex Chievo Verona che agisce sulla fascia destra gli alessandrini riescono ad alzare il baricentro. Inoltre col passare dei minuti, a dispetto delle smorfie di sofferenza, cresce anche Mezavilla che diventa essenziale. I salentini calano, l’Alessandria mette la testa fuori dal guscio e Bocalon al 67° serve Marras in area, zona di sinistra. Il numero 17 calcia di mancino sfiorando l’incrocio dei pali. Poco dopo è Nicco a rientrare da destra e calciare radente col sinistro, facile la presa per Perucchini.

Ci proverà anche Branca poco dopo, con una conclusione al volo che termina facilmente fra le braccia dell’estremo difensore pugliese, e Sestu che da ottima posizione non inquadra la porta. Ma è ancora Vannucchi a salvare la partita con un’uscita bassa in due tempi davvero provvidenziale su liscio di Gozzi.

Vannucchi è stato il grande protagonista di giornata. Decisivo in almeno tre occasioni ha dimostrato di saper essere determinante

I supplementari arrivano dopo un lungo recupero. Intanto Manfrin e Vitofrancesco hanno dovuto lasciare il posto rispettivamente a Barlocco e Tonev, mentre in precedenza Doumbia aveva rilevato Torromino. Si va ai supplementari con le squadre davvero stanche, e l’Alessandria che mantiene il controllo del gioco nel primo quarto d’ora.

La gioia dei grigioneri a fine gara. Sosa ed Evacuo hanno siglato il tiro dal dischetto

Marras ha l’opportunità di servire in contropiede Bocalon, ma il suo suggerimento è troppo profondo. Ancora Marras, instancabile non trova la porta di un soffio su bella percussione centrale. Si va all’ultimo tempo di gioco con il Lecce che prova a chiuderla prima del tempo, e al 117° arriva l’occasionissima per Mancosu che servito in verticale da Lepore, calcia di prima intenzione cogliendo in pieno la traversa. Finisce così la partita con le squadre fisicamente distrutte e il Lecce che recrimina moltissimo. I rigori poi decreteranno il passaggio del turno dei ragazzi di Pillon, sotto una curva nord festante che applaude anche i giocatori del Lecce.

Per l’Alessandria ora dieci giorni per preparare la “Final Four”, di Firenze in questa assurda formula dei playoff che imporrà a tutte le squadre di giocare al “Franchi” per la fase finale che vedrà confrontarsi Alessandria – Reggiana e Pordenone – Parma.

Alessandria – Lecce 0-0 (5-4 d.c.r.)

Alessandria Calcio 1912: Vannucchi; Celjak (dal 118° Evacuo), Gozzi, Sosa, Manfrin (dall’82° Barlocco); Marras, Mezavilla, Branca, Nicco; Gonzalez (dal 57° Sestu), Bocalon.
A disposizione: La Gorga, Piana, Rosso, Iocolano, Fischnaller, Piccolo, Gjura, Nava. All. Pillon

Us Lecce: Perucchini; Vitofrancesco (dal 92° Tonev), Cosenza, Giosa, Ciancio; Lepore, Arrigoni, Costa Ferreira; Pacilli (dal 67° Mancosu), Caturano, Torromino (dal 78° Doumbia).
A disposizione: Bleve, Chironi, Agostinone, Marconi, Drudi, Monaco, Maimone, Fiordilino. All. Rizzo

Arbitro: Guccini di Albano Laziale
Assistenti: Lombardi di Brescia e Scarpa di Reggio Emilia
Quarto uomo: D’Apice di Arezzo

Ammoniti: Marras, Sosa, Branca – Torromino, Giosa
Angoli: 4-4
Recupero: pt 0’; st 4’; pts 0’; sts 1’
Spettatori: 5.231 paganti
Sequenza calci di rigore: Costa Ferreira fuori; Branca gol; Tonev gol; Evacuo gol; Mancosu gol; Bocalon gol; Caturano gol; Sosa gol; Lepore gol; Sestu parato; Ciancio palo; Nicco gol.