Sarà l’impresa Bianchi Costruzioni di Novi Ligure a eseguire i lavori di conservazione e valorizzazione di due delle antiche miniere d’oro dei laghi della Lavagnina, nel territorio di Casaleggio Boiro. Il Parco dell’Appennino Piemontese ha assegnato all’impresa l’intervento, finalmente attivato dopo vari tentativi, che prevede il recupero dei tunnel a scopi didattici e scientifici con una spesa di 60 mila euro, finanziata dalla Regione. L’ente vuole in questo modo salvare dall’abbandono questi siti, nel frattempo diventati importanti dal punto di vista ambientale per le presenza di specie animali particolari e tutelate dalla legge.

“Le prime testimonianze sullo sfruttamento delle miniere d’oro – scrive nel progetto l’architetto Alessandro Panci, – risalgono alla fine del Cinquecento, a opera dei duchi di Mantova, che in quel periodo erano anche marchesi del Monferrato. Particolarmente attiva è stata la coltivazione dei giacimenti nella seconda metà dell’Ottocento, e di questa, come delle ricerche eseguite nel corso del Novecento, esiste una abbondante documentazione originale presso il Museo Storico dell’Oro Italiano, a Lerma”. L’architetto sottolinea come i siti minerari del Parco, “siano da considerarsi, anche se di origine antropica, degli ambienti sotterranei a tutti gli effetti e come tali ospitano una fauna cavernicola del tutto particolare e diversificata”. Vivono infatti nelle miniere quattro specie diverse di invertebrati (un crostaceo, due arcanidi, un insetto e un mollusco) e da cinque specie di vertebrati (un anfibio e quattro mammiferi). Fra questi, geotritoni e pipistrelli.

Oltretutto, nel lago più grande della Lavagnina era operativo un impianto di lavorazione dell’oro, poi sommerso dalle acque del bacino artificiale. I ruderi riemergono quando il livello del lago scende particolarmente. “Le miniere – spiega il presidente del Parco, Dino Bianchi – verranno in sostanza ripulite e verrà in seguito allestito un percorso turistico e didattico. Oltre alla storia dell’attività estrattiva ci sono da valorizzare i particolari habitat creati nei decenni dentro le gallerie, dove vivono specie protette come i pipistrelli. L’intervento, proprio per le particolari condizioni ambientali delle miniere, deve svolgersi in un determinato periodo dell’anno”. In programma anche la sistemazione dei sentieri che collegano due delle circa dieci miniere della Lavagnina.

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