Libarna non è solo un sito archeologico ricco di reperti che ci permettono di ricostruire alcuni momenti della vita romana del luogo. Bensì l’antico snodo di Libarna, con relativo centro abitato, è anche un prezioso punto di osservazione del cielo romano, ovvero di come osservavano gli astri i nostri antenati.

Da qui parte il viaggio nello spazio e nel tempo che percorre Adriano Gaspani, membro dell’Osservatorio Astronomico di Brera, nonché del Sia (Società Italiana di Archeoastronomia) e che farà percorrere ai partecipanti all’incontro “Le origini astronomiche di Libarna”  previsto per venerdì 10 marzo alle 21 presso la Biblioteca comunale.

Che i romani avessero un senso pragmatico dello spazio era noto, ma meno conosciuto è uno dei criteri di costruzione delle città sotto l’Impero. Infatti per iniziare la realizzazione della nuova urbe, era necessario attenersi a una serie di regole geometriche, astronomiche e simboliche atte a trasporre simbolicamente il cielo sulla terra per favorire i buoni auspici.

Una figura centrale in questo campo erano gli agrimensori, che prendevano il nome dallo strumento utilizzato, la groma appunto, che serviva per perimetrare la città e materializzare sul terreno le direzioni astronomiche necessarie per sacralizzare il territorio delimitato. Anche Libarna quindi fu fondata secondo questi criteri, come hanno evidenziato dei rilevamenti effettuati nel 2003 e 2004. L’incontro con Gaspani permetterà ai partecipanti di addentrarsi nelle motivazioni del come e perché ciò avvenne, ma soprattutto perché in realtà a Libarna vi furono alcune differenze rispetto ad altre città.