Silvano: alla centralina della Pieve l’acqua del Piota per 12 mesi.

La Provincia ha autorizzato il prelievo da parte della Noviconsult anche in estate nonostante i dubbi di Legambiente, Comune, Regione e Asl.

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Il 24 luglio la conferenza dei servizi si è riunita, il giorno dopo il provvedimento della Provincia era già all’albo pretorio dell’ente. Tempi record per concedere alla centralina idroelettrica della Noviconsut di località Pieve, a Silvano d’Orba, di prelevare acqua dal Piota per tutto l’anno, compresa l’estate. Nonostante le perplessità della Regione, il no del Comune e le richieste di Asl e Legambiente Ovadese di sottoporre la richiesta di prelievo per dodici mesi all’anno alla valutazione di impatto ambientale (Via), la Provincia ha optato per un nuovo sì alla società di Basaluzzo. L’impianto era stato autorizzato nel 2017 a una condizione: stop ai prelievi idrici da maggio a ottobre per evitare di mandare in secca il Piota nel tratto interessato dalla condotta forzata da 1,4 km. La scorsa primavera la richiesta della Noviconsult, motivata, tra l’altro addirittura con la tutela ambientale del Piota: prelevando acqua anche in estate ci sarà un rilascio di 650 litri al secondo, così da “tutelare al meglio l’ambiente acquatico e la naturalità del tratto interessato”.

Gli impianti della centralina della Pieve a Silvano

Proposta considerata negativamente anche dalla Regione e, come si diceva, dal Comune, che nell’ultima conferenza dei servizi del 24 luglio ha ribadito che “l’attività di derivazione debba essere sospesa per il periodo più critico dell’anno in coerenza con le prescrizioni a suo tempo impartite” e che la Noviconsult “allo stato attuale deve ancora ottemperare alle prescrizioni contenute nell’autorizzazione iniziale e che risultano ancora in corso accertamenti da parte degli enti coinvolti nel procedimento”. La Provincia si è fidata dei dati proposti dalla società di Basaluzzo, “attentamente verificati dall’Arpa, i quali dimostrano che, in via teorica, la messa in funzione dell’impianto idroelettrico anche nel periodo estivo non dovrebbe causare un peggioramento dello stato di salute del torrente Piota”. Il prelievo estivo potrà avvenire per tre anni, come ha stabilito palazzo Ghilini: sulla base dei dei dati di monitoraggio la prescrizione potrà essere prolungata o revocata. La Noviconsult dovrà installare due misuratori di portata del torrente e la Provincia potrà anche imporre l’aumento del rilascio del deflusso minimo vitale, cioè la quantità di acqua necessaria alla sopravvivenza del torrente, tra giugno e agosto “per garantire un’adeguata portata idrica per i fruitori del corso d’acqua e per il mantenimento delle connotazioni paesaggistiche”.

Il canale della centralina Noviconsult

Legambiente Ovadese resta contraria: “Siamo amareggiati – dice la presidente Michela Sericano -. Nel Piota c’è già adesso poca acqua e il torrente fa parte del Corridoio ecologico con l’Orba, che andrebbe tutelato. Il Piota, oltretutto, è considerato dalla Regione fra i pochi torrenti con un’elevata qualità delle acque. Invece, si fa di tutto per smantellare queste tutele”. L’associazione ha già segnalato che già con l’autorizzazione precedente, la centralina sottrae una portata media annua (compresi i mesi di attuale fermo impianto) di 1.400 litri al secondo rispetto al totale di duemilasettecento litri al secondo, cioè il 51,9%. Inoltre, lo studio preliminare ambientale redatto dalla stessa Noviconsult, indica che con prelievo estivo “la produzione aumenterebbe del 20% rispetto a quella attuale, e pertanto anche l’acqua prelevata aumenterebbe del 20% rispetto a quella prelevata attualmente. Si passerebbe così a un prelievo annuale del 62,2%, aggravando ulteriormente la situazione attuale, già particolarmente critica proprio nei mesi estivi”.