I sindaci degli undici Comuni coinvolti nel progetto di sviluppo del Terzo valico

Le dimissioni del commissario di governo del Terzo valico, Iolanda Romano, mettono ancora più a rischio l’arrivo dei 49 milioni di euro previsti dal Patto per il territorio. In questi giorni gli undici Comuni stanno approvando la convenzione con Rfi riferita al milione di euro che ogni amministrazione comunale riceverà sempre nell’ambito del Patto per opere, sulla carta, inerenti le aree interessate dal Terzo valico. Novi Ligure, per esempio, punta a sistemare le strade, i fossi e l’illuminazione delle zone interessate dai cantieri della Grande opera. Le località Barbellotta, Basso Pieve e Merella hanno visto e vedranno ancora modificato pesantemente il paesaggio e la viabilità dalla linea ad alta capacità. Il grosso dei lavori sarà nel Basso Pieve, dove c’è il cantiere Cop7, con oltre 600 mila euro, poco più di 100 mila alla Barbellotta, il resto alla Merella. Durante la seduta della commissione consiliare di venerdì scorso, il sindaco Rocchino Muliere ha ammesso che “sul progetto unico di sviluppo del territorio, quello da 49 milioni, il confronto si è rallentato e un progetto unico non c’è. Sono emersi solo filoni di sviluppo”.

L’incontro del 2016 ad Alessandria per presentare il Patto per il territorio

La creazione di una “cosa” che possa soddisfare le esigenze turistiche o occupazionali di un territorio che va da Alessandria a Fraconalto sembra quasi impossibile e, come ha evidenziato Muliere, il rischio concreto è che si arrivi solo a una sommatoria di singoli progetti, come la logistica ad Alessandria, Novi e Rivalta o il palazzetto del sport proposto ad Arquata. La situazione, rispetto al dibattito di venerdì, si è complicata da domenica, con le dimissioni del commissario Romano, per gli evidenti, seppure non ufficializzati, contrasti con il governo gialloverde e in particolare con i 5 stelle e il loro ministro Danilo Toninelli, che le hanno rinfacciato di essersi appiattita sul modus operandi del Cociv prima degli arresti, senza essersi accorta delle innumerevoli irregolarità emerse due anni fa negli appalti e del “calibro” dei dirigenti del consorzio poi finiti in manette. “Senza la Romano – ha detto Muliere nel Consiglio comunale di ieri sera – ora la questione si complica ancora di più. Come commissario ha dato un grande contributo a differenza del predecessore (Walter Lupi, ndr), che non abbiamo mai visto.

Barriere antirumore e semafori alla Merella per il Terzo valico

Per il progetto di sviluppo diventa sempre più difficile, a questo punto, evitare una sommatoria di progetti. Speriamo che venga nominato al più presto un successore”. Per quanto riguarda il progetto da un milione previsto a Novi, i lavori, secondo l’amministrazione comunale, dovrebbero partire in primavera e i fondi erogati in seguito alla progettazione e alla prosecuzione dei cantieri Nella riunione di commissione, il consigliere di minoranza Giacomo Chirico (M5s) ha detto a chiare lettere che con questi interventi il Comune andrà solo a “tamponare i danni creati dal Terzo valico, come impone la convenzione con Rfi per questi soldi, alla Merella, nel Basso Pieve e alla Barbellotta. Altri Comuni, invece, hanno ottenuto ben altro”. Muliere, nel respingere la tesi di Chirico, ha ammesso che alcune amministrazioni hanno ottenuto fondi per progetti “un po’ al limite”. Il riferimento è stato a Voltaggio, che potrà sistemare la viabilità del centro storico e ottenere un depuratore delle acque reflue, ma anche, senza citarlo, a Carrosio, che potrà ristrutturare l’ex asilo e l’ex bar centrale, nonostante la convenzione con Rfi preveda che i lavori siano eseguito nelle zone interessate dai cantieri e dalla linea.

terzo valico novi cantiere pieve
La talpa del cantiere basso Pieve a Novi Ligure

Anche nel Consiglio di ieri sera il consigliere di maggioranza Enzo Garassino ha espresso “perplessità sulle scelte di altri Comuni”. I consiglieri 5 stelle erano assenti poiché, come hanno spiegato in una mail inviata al presidente del Consiglio comunale Martina Sciutto, “rifiutano il Patto per il territorio, che si trasformerà in un cappio al collo per i cittadini”. Il centrodestra, con Marco Bertoli, Maria Rosa Porta e Costanzo Cuccuru, ha contestato la scelta di sistemare strade e fossi a Merella, Basso Pieve e Barbellotta poiché “sono opere di manutenzione ordinaria. Non possiamo aspettare ogni volta i cantieri dei treni veloci per fare interventi del genere. A Merella attendo da sempre una fognatura”. Muliere ha ribattuto che gli interventi sono stati concordati con i residente delle tre località poiché “attesi da anni”.