Torre sì, ma non d’avorio

È Giorgio Torre, sindaco di Roccaforte Ligure il nuovo presidente dell’Unione Terre Alte

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Una delle tre o quattro, ancora non è chiaro, Unioni scaturite  dall’ex Comunità Montana Terre del Giarolo, è l’Unione Terre Alte;  nove comuni, sei della Val Borbera: Albera, Cabella, Cantalupo, Carrega, Mongiardino e Roccaforte  e tre della Val Curone, Fabbrica, Montacuto e Brignano.  Qualche mese fa Montacuto e Brignano, se ne sono andati, facendo mancare il numero minimo di tre mila abitanti necessario per costituire un’Unione, quindi a meno di una deroga, dovranno cercare nuovi “soci”. Alla fine di febbraio il presidente Fabio Sala, sindaco di Fabbrica Curone ha dato le dimissioni e la scorsa settimana lo ha sostituito Giorgio Torre, sindaco di Roccaforte Ligure.

Un passaggio  di consegne complicato, se si guarda la situazione nella sua interezza; cosa ne pensa il neo presidente?

Penso sia davvero un compito difficile, ma ho accettato solo perché mi è stato promesso dai miei colleghi sindaci, che avremmo lavorato tutti insieme per perseguire il risultato migliore per il nostro territorio.

La Giunta da chi è composta?

Giorgio Torre

E’ una Giunta allargata a tutti i sindaci, altrimenti non avrei mai accettato. Del resto in tutti i Comuni, da Carrega a Cabella, da Mongiardino a Roccaforte, passando per Albera, fino a Cantalupo, ma anche Fabbrica Curone, si riscontrano tutti gli stessi problemi, e questo è un territorio che di problemi non ne ha pochi, a partire dalle strade, fino alla scuola. Quindi l’unico nome  che faccio è quello di Roberta Daglio, sindaca di Cabella, che è  la vicepresidente. O proviamo a farla funzionare tutti insieme, altrimenti questa volta possiamo dire addio alla nostra Valle.

Da dove inizierete a lavorare?

L’operazione primaria è riorganizzare gli uffici, non nel senso dalla sede, quella c’è, e resta a Cantalupo, ma nel senso della programmazione. A tanti anni dall’entrata in vigore della legge sul riordino delle Comunità montane, non abbiamo ancora certezze né sulle risorse a disposizione e neppure sul personale, che attualmente è sottorganico rispetto le funzioni da svolgere. Spero che tutti i Comuni possano “prestare” all’Unione i loro impiegati, almeno per qualche ora la settimana.  Dobbiamo ricominciare tutto d’accapo, ci sono pratiche ferme nel cassetto, tutti i servizi sono da riformulare.  E’ urgentissimo provvedere alle funzioni associate, per dare certezze agli abitanti di questi territori, perché non dobbiamo nel modo più assoluto, sentirci cittadini di serie B.

All’inizio dell’anno la Regione ha sostituito il commissario liquidatore Cesare Rossini, con un funzionario regionale, la dottoressa Raffaella Musso…

 Infatti, anche sul quel fronte è tutto da rifare, il piano di riparto presentato da Rossini non è stato approvato dalla Regione sarà la dottoressa Musso che provvederà a portare a compimento le attività liquidatorie. Comunque la prossima settimana la incontreremo e ne saprò di più.

Roccaforte ligure

La Comunità montana aveva già i servizi condivisi, non potreste ricominciare da dove avete lasciato?

Purtroppo abbiamo perso per strada tanta gente che aveva lavorato per ottenere quei risultati, poi è andato tutto come sappiano, ora è necessario guardare avanti e dire ottimisticamente che ce la faremo a ricostruire, anche perché diversamente sarebbe il fallimento di queste terre.  Immaginiamo per un attimo di non avere più la scuola. Di certo le famiglie se ne andrebbero a vivere altrove. Rocchetta è capofila per la scuola, ma oggi nessuno dei nostri piccoli comuni può farsene carico singolarmente, perché è troppo onerosa, secondo me, è un compito che spetta all’Unione. La scuola e troppo importante, se perdiamo la scuola, perdiamo la valle.

A proposito di Rocchetta, circolano voci che probabilmente entrerà a far parte dell’Unione Terre Alte. E’ così?

Ne abbiamo parlato e il sindaco Giorgio Storace, ha espresso la volontà di entrare nell’Unione. Gli abbiamo chiesto di inoltrare una richiesta ufficiale in modo tale da presentarla in Giunta. Credo che anche lui debba portare la cosa in Consiglio.

E con gli otto Comuni della Val Curone che vorrebbero entrare che farete?

La nostra unione è accogliente e non respingente, ma credo sia opportuno in questo momento ricompattare il territorio della Val Borbera, e capire in quanto tempo saremo in grado di ricostruire i servizi, poi valuteremo tutte le richieste di inserimento compresi gli otto della Val Curone.

Comunque c’è sempre Fabbrica, che fa parte dell’Unione…

Certamente, intendevo dire nuove realtà, quelle presenti è evidente che restano dove sono, se non sappiamo come fare con i servizi non  logico che iniziamo nuove alleanze. Puntiamo ad un territorio omogeneo e coeso che possa garantire ai suoi abitanti tutto ciò che  è necessario.