23 aprile 2005, ore 20:27. Internet viene sconvolta dall’arrivo di un mezzo di comunicazione fino a quel momento solo sognato e che ancora oggi è un punto di riferimento nella comunicazione e nell’espressione visiva sulla rete. In quel preciso momento appare su una nuova piattaforma, chiamata YouTube, qualcosa di ancora sconosciuto all’epoca, il primo video: “Me at the zoo” (Io allo zoo). Si tratta di un video breve, appena 18 secondi, pubblicato da tale Jawed Karim. Le immagini ritraggono lo stesso Karim davanti alla gabbia degli elefanti dello Zoo di San Diego, California.

In molti non sospettano che quello sarà il primo passo verso una vera rivoluzione nel mondo della comunicazione video. Da quel breve filmato ad oggi, la crescita dei filmati sulla piattaforma oggi di proprietà di Google, sarà esponenziale, basti pensare che nel giugno 2006, l’azienda comunicò di avere raggiunto i 100 milioni di visualizzazioni video giornaliere. 

Fu una vera rivoluzione, per la prima volta c’era un mezzo accessibile a tutti dove mostrare ciò che ci piaceva: musica, filmati di famiglia, recensioni, sfoghi personali. La sua popolarità è arrivata al punto da creare dei problemi nel corso della sua giovanissima storia (appena 12 anni). Il più importante è diventato ben presto quello legato al copyright, visto che quasi subito sono apparsi video musicali o addirittura interi album di artisti che hanno denunciato come tale condotta permettesse agli utenti di ascoltare o scaricare le tracce, senza pagare i diritti.

L’evento che lanciò definitivamente YouTube a livello mondiale è proprio legato a dei problemi di diritti televisivi con la Nbc, colosso americano che richiese e ottenne nel 2006 di ritirare alcune immagini di sua proprietà. Tuttavia la diatriba e le vicende fra YouTube e la Nbc, portarono alla ribalta il sito aperto da Jawed Karim, Chad Hurley e Steve Chen, i creatori della piattaforma. Non a caso la stessa Nbc decise poco dopo, di aprire una collaborazione con YouTube, che aprì un canale ufficiale della rete televisiva lanciandosi mediaticamente.

I tre fondatori di YouTube

Infatti ben presto furono praticamente tutte le reti americane a chiedere l’accesso a YouTube che nel frattempo cresceva, fino ad avviare collaborazioni con la Universal e la Sony Music. Sbarcato in Italia nel 2007, YouTube divenne subito leader nel settore di contenuti video. Inutili sono stati finora i tentativi dei concorrenti, per quanto ben fatti come Vimeo o Dailymotion. Rimane in sospeso la questione del copyright, anche se oggi i cantanti e gli artisti accettano di buon grado la pubblicazione (o hanno più spesso delle pagine ufficiali) dei propri lavori. In questo modo l’artista acquisisce popolarità e visibilità, traendo profitto spesso da link commerciali o da pubblicità.

Come altri portali legati al diritto di espressione, YouTube è stato oscurato (e lo è tutto’ora) da alcuni Paesi che lo hanno oscurato. Fra questi l’Iran, la Turchia (dove è stato aperto e chiuso a più riprese), la Birmania e naturalmente la Cina (per motivi politici).

Oggi YouTube racchiude in sé stesso un universo intero. Permette a ognuno di potersi esprimere liberamente, ma è anche un mezzo per creare fenomeni, che diventano presto web – star grazie alla fama di utenti ottenuta su YouTube. Gli “youtuber” ormai sono migliaia, e sono sempre più giovani che diventano re o regine di un mondo che si dimostra spietato con chi non mantiene livelli di interessi altissimi. Ma YouTube rappresenta anche un ponte generazionale, al quale approdano anche i neofiti di internet che hanno più di 45 anni, e si ritrovano davanti a video di comici o di gruppi musicali dei loro “anni d’oro”.

Insomma YouTube ha davvero rivoluzionato il mondo di internet, e la cosa che pare non potersi fermare è proprio l’apprezzamento medio degli utenti, che continuano a visionare video, pubblicarli e mantengono il portale come una delle tappe fisse della loro navigazione quotidiana.