Dopo lo sciopero e la manifestazione dei dipendenti della ditta castelnovese di veicoli industriali, il primo cittadino castelnovese ha aperto le porte del Municipio ai lavoratori, offrendo loro un tavolo su cui trattare con l’azienda: “Questo palazzo è dei cittadini – ha detto Tagliani – tutti hanno il diritto di entrare, a maggior ragione quando è in gioco il proprio lavoro. Una protesta significativa e ordinata come questa, poi, accompagnata dalle forze dell’ordine e dai rappresentanti della questura, merita ancora più attenzione da parte delle istituzioni. Propongo l’apertura di un tavolo di trattativa più ristretto, qui a Palazzo Centurione, coinvolgendo la proprietà, per sentire le ragioni di una parte e dell’altra. Avremo così la possibilità di capire le ragioni che hanno determinato i licenziamenti e vedere quali sono le possibili vie di uscita».

Tagliani è stato chiaro: all’incontro dovranno essere presenti tutti e tre, Claudio Acerbi, Bruno Binasco e Corrado Bonadeo. «Non diciamo no al tavolo di discussione – ha detto Angelo Paternò della Fiom – però i licenziamenti sono partiti e noi abbiamo 60 giorni per impugnarli e avviare tutte le procedure legali. Dipende da quanto tempo dovremo attendere per tenere aperta la vertenza. I lavoratori sono qui a supporto di quattro colleghi, scioperare costa».

Tagliani ha assicurato che si sarebbe subito attivato per trovare un giorno della prossima settimana che possa andar bene a tutti. «Avevamo in programma di proseguire lo sciopero – ha detto Franco Balduzzi dell’rsu – , ma lo sospenderemo in attesa dell’incontro. Alla Acerbi abbiamo sempre fatto proteste civili per difendere i posti di lavoro e la dignità delle persone. Se però non troveremo un soluzione andremo avanti sulla nostra strada».

La Acerbi veicoli industriali ha finito la cassa integrazione. Ha 14 dipendenti, 4 li ha licenziati, ma secondo il sindacato, dal momento che il lavoro non manca, potrebbero essere reintegrati nella nuova Acerbi.