Discarica di Sezzadio: il governo in difficoltà

Nella risposta all’interrogazione di Fornaro (Leu) non si fa accenno all’invio dei tecnici ministeriali promessi dal ministro Costa. L’esecutivo senza strumenti per fermare l’ammasso di rifiuti sulla falda acquifera?

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I tecnici ministeriali non si sono visti e i lavori possono andare avanti, seppure con “maggiori misure di protezione della falda”. È questa, in sostanza, la risposta che il governo ha dato al deputato Federico Fornaro (Leu) sulla discarica di Sezzadio, ribadendo in parte quanto già affermato a fine 2018. L’impianto è in corso di allestimento da parte della Riccoboni, autorizzata dalla Provincia e oggetto di numerosi ricorsi al Tar da parte di alcuni dei 32 Comuni dell’Acquese contrari, poiché l’ammasso di materiali è previsto sulla falda che alimenta gli acquedotti, situazione che ha visto più volte la popolazione scendere in piazza. Fornaro ha chiesto quali iniziative concrete siano state messe in atto dal ministero per rispondere alle sollecitazioni dei comuni, e per quali motivi non siano stati inviati gli ispettori Ispra. Nella risposta nessuna indicazione sull’arrivo dei tecnici ministeriali annunciati a novembre dal ministro Costa ad Acqui Terme, durante l’incontro con i sindaci, né un eventuale modo per fermare l’attuazione della discarica. Si citano solo un sopralluogo dell’Arpa e contatti e incontri tra tecnici ministeriali, regionali e provinciali.

Federico Fornaro

Ribadita, come si diceva, la necessità di maggiori misure di protezione della falda. “Nella replica alla risposta del sottosegretario Micillo – spiega Fornaro – ho sottolineato come ci sia stato un oggettivo arretramento da parte del governo rispetto alla posizione espressa dal Ministro Costa in occasione del question time del 10 ottobre 2018. In quella occasione il Ministro annunciò l’invio di due ispettori dell’Ispra per verificare se vi fossero i presupposti per l’applicazione dell’articolo 191 del Trattato europeo sul principio di precauzione. Nella risposta all’interrogazione odierna non è stata data risposta dal Ministero dell’Ambiente sulle ragioni del mancato invio degli ispettori e non si cita il principio di precauzione e il ministero sostanzialmente “fotografa” l’inizio dei lavori della discarica. Ho invitato e sollecitato, infine, – conclude il deputato – il ministero a provare ancora a valutare l’applicazione del principio di precauzione e bloccare così l’iter autorizzativo della discarica”.