Il Comune di Novi dovrà risarcire gli eredi del collezionista – maggiordomo

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Il Comune di Novi è stato condannato al pagamento di 29 mila euro a titolo di risarcimento agli eredi Ghio, in seguito alla sparizione di alcune biciclette di loro proprietà, misteriosamente scomparse.

Sarebbe un “giallo”. Ma forse la soluzione di questa vicenda potrebbe essere molto più semplice. La storia parte da lontano, tra il 1997 e il ‘98, quindi ancor prima della nascita del Museo dei Campionissimi. Tuttavia se ne parlava già da molto tempo. Il signor Renato Ghio, maggiordomo del conte Bottazzi e grande collezionista di bicilette, decise di affidare al Comune di Novi, in comodato d’uso, la sua raccolta di decine di bici di ogni epoca che un giorno avrebbero adornato il nascente museo. Quindi, non essendo ancora pronto il museo, la vecchia amministrazione decise di depositare temporaneamente le biciclette nel magazzino comunale di via Pietro Isola. Probabilmente fu un errore, perché cominciò lo stillicidio dei pezzi e ad accorgersene furono proprio gli eredi di Renato Ghio che nel frattempo era morto.

“Tutte le bicilette della collezione Ghio, sono già state riconsegnate agli eredi. Almeno quelle rimaste – dice la direttrice del Museo dei Campionissimi, Chiara Vignolo -. Di quella collezione ne avevamo esposte quattro: due velocipedi, una bici da corsa anni ’40 e una da passeggio da uomo, marca Taurus. Non è stata fatta una valutazione storica delle molte bici presenti, la maggior parte delle quali avrebbe comportato costi eccessivi di restauro. Teniamo però conto che decine e decine di pezzi sono stati stoccati per 15 anni nel magazzino di via Pietro Isola”-.

“Per anni nessuno ha saputo nulla di queste biciclette –  spiega l’assessore alla Cultura, Cecilia Bergaglio – fino a quando gli eredi Ghio hanno chiesto la restituzione. Non saprei dire se le intenzioni del signor Renato Ghio fossero quelle di un lascito a favore del Comune, perché non abbiamo nulla di scritto. Fatto sta, che molti esemplari sono scomparsi, in base alla lista d’inventario”-.

Quando un Comune viene condannato a un risarcimento finanziario, indirettamente a pagare sono quindi i contribuenti. A meno che non si chiariscano certe responsabilità.

“La nostra amministrazione ha appreso della causa giudiziaria intentata al Comune, solo quando si è insediata – specifica Bergaglio – e oggi, purtroppo, ci rimangono i conti da pagare. Presumo che il Sindaco possa, a tale proposito, aprire una riflessione per rivalersi nei confronti dei responsabili comunali nel periodo in cui sono avvenuti i fatti relativi alle sparizioni delle bici. Si tratterebbe però di un sistema complicato ma tuttavia è una decisione che si potrebbe adottare”-.

L’episodio è infatti al vaglio delle opposizioni consiliari che potrebbero richiedere spiegazioni in merito allo stanziamento a bilancio della cifra risarcitoria, definita dal giudice.