“La nuova amministrazione pensi al Forte e magari anche alla Liguria”.

Armando Di Raimondo, tra i fondatori degli Amici del Forte, propone un “manifesto elettorale” in vista del voto di primavera per le comunali: insieme al rilancio della fortezza propone una neppure troppo provocatoria “annessione” ai vicini liguri.

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Riceviamo e pubblichiamo:

“Non so se ci saranno candidati (o candidate) che vorranno partecipare alle prossime elezioni Comunali per l’elezione del sindaco e del nuovo Consiglio comunale di Gavi. Non sarà evidentemente una tornata elettorale facile, ma (forse) qualche temerario candidato, presentando un programma elettorale innovativo, ce la potrebbe anche fare. Più che un programma, in senso strettamente elettorale, sarebbe necessario un “manifesto” che, dopo aver risolto le doverose e contingenti priorità (sicurezza, viabilità e sociale), ponesse l’accento anche sul futuro di Gavi. Un’idea di “discontinuità propositiva” rispetto al dimenticatoio nel quale sono finite le radici e l’identità storiche di questo territorio. Una discontinuità di tipo “culturale” che privilegi il recupero del grande “capitale” rappresentato dalla millenaria storia di Gavi, della quale il futuro Comune si dovrebbe riappropriare. A solo titolo d’esempio questi potrebbero essere alcuni dei punti che caratterizzerebbero un programma elettorale innovativo. Il Comune, come si è detto più volte, dovrebbe farsi carico della gestione diretta del Forte, un impegno inizialmente gravoso che, come tale, dovrebbe essere considerato al pari di un investimento la cui redditività diventerà una grande risorsa per il territorio. D’altronde una risorsa che Gavi ha già “in casa” e non ha molto senso che venga gestita, peraltro burocraticamente, da terzi e con obiettivi che non sono certo quelli che un’Amministrazione Comunale sinergica potrebbe avere. Una gestione radicata nel territorio, infatti. potrebbe ottimizzare nel modo migliore tutto il potenziale culturale ancora inespresso a beneficio dello sviluppo turistico del territorio.

Un panorama di Gavi dal Forte

Sempre per lo sviluppo turistico e la valorizzazione del territorio, ci sarebbe anche da riconsiderare un progetto per consentire un’agevole accessibilità fra il borgo e il Forte attraverso un meccanismo di collegamento, rispettoso dei valori paesaggistici, ambientali e culturali del sito. Qui il Comune potrebbe farsi carico, come capo fila, della realizzazione recuperando uno fra i diversi studi che in questi anni sono stati fatti ma che poi sono stati dimenticati. Seppure in maniera provocatoria, si potrebbe anche riportare alla luce il tentativo che fece nel 1924 il deputato genovese Eugenio Broccardi, presentando in Parlamento una proposta di legge (peraltro approvata nel 1925 ma poi dimenticata) per la “Riannessione del mandamento di Gavi Ligure alla Provincia di Genova”. Proposta che oggi potrebbe essere riconsiderata, almeno sul piano intellettuale, con la Regione Liguria per i legami linguistici e culturali che per secoli hanno legato Genova a Gavi. Tutte ipotesi di lavoro decisamente innovative ma che, almeno in parte, potrebbero entrare a far parte di un “manifesto elettorale ideale” per un futuro candidato che intendesse aspirare alla carica di Sindaco di Gavi”.

Armando Di Raimondo