A proposito del voto sul futuro presidente delle Aree protette dell’Appennino Piemontese i consiglieri di minoranza di Lerma, Gloriano Alloisio, Marina Repetto ed Emiliano Repetto, parlano di “voltagabbana” e puntano il dito in particolare contro il loro sindaco, Bruno Aloisio, uno dei cinque amministratori che ha cambiato idea: a giugno avevano sostenuto Gianni Repetto, votato in maniera unanime, il 16 ottobre, dopo che la Regione ha indicato come suo candidato l’avvocato Paolo Caviglia, uomo della Lega, si è adeguato. Il primo cittadino ha motivato la sua scelta in questo modo: “Nell’ultima riunione la Comunità delle Aree protette era propensa a maggioranza (falso: era all’unanimità, ndr) sul nominativo di Gianni Repetto, persona residente nel Comune di Lerma che conosco bene anche se in disaccordo con la mia esperienza di amministratore. In data odierna, però, è stata formalizzata la candidatura dell’avvocato Caviglia, che conosco ugualmente molto bene dal punto di vista professionale come valido avvocato, conosciuto durante le procedure riguardanti la Comunità Montana, in particolare in merito alla Cantina di Montagna. Pertanto esprimo la mia preferenza per Paolo Caviglia“.
“Riteniamo – sostengono i consiglieri del gruppo Lerma nel cuore – che le modalità con cui si è giunti all’indicazione del candidato sollevino interrogativi sulla trasparenza e sulla coerenza delle scelte amministrative. Decisioni prese all’ultimo momento, cambi di posizione inattesi e l’assenza di un confronto pubblico sulle competenze dei candidati rischiano di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni locali. Il cambio di orientamento, avvenuto senza la presentazione di un programma o delle competenze specifiche dell’avvocato Caviglia rispetto a Gianni Repetto, figura di comprovata esperienza e competenza, già presidente del Parco Capanne di Marcarolo, alimenta il timore che la scelta sia stata dettata da logiche politiche piuttosto che dalla valutazione delle reali necessità del territorio“.
Quello che, secondo i consiglieri, crea maggiore imbarazzo è la decisione del sindaco di Lerma, “che ha votato contro un proprio concittadino stimato e riconosciuto per il suo impegno e la sua professionalità, preferendo assecondare una proposta di spartizione politica tra i partiti della maggioranza regionale. Pur non conoscendo nel dettaglio le competenze di Caviglia in materia di gestione degli enti parco, auspichiamo che la sua nomina possa comunque portare benefici concreti allo sviluppo del territorio montano, che necessita di attenzione e interventi mirati.
Ancora una volta, però, le logiche politiche hanno prevalso sull’esperienza e sulla conoscenza del territorio, rischiando di allontanare ulteriormente i cittadini dalle istituzioni e dai partiti. Un plauso ai sindaci di Casaleggio Boiro, Tagliolo Monferrato, Carrega Ligure, Bosio e Voltaggio, che hanno dimostrato coerenza e attenzione verso il territorio, confermando il loro sostegno alla candidatura di Gianni Repetto”.
Va inoltre ricordato che Caviglia, nel ruolo di liquidatore della Cantina di Lerma, nel 2019 decise di vendere tutte le attrezzature per la vinificazione, ovviamente per recuperare soldi per pagare i debiti lasciati dai precedenti gestori. La sua decisione venne contestata dalla giunta dell’Unione Montana Dal Tobbio al Colma, di cui Lerma faceva parte, sostenendo che quelle attrezzature, ritenute utili per una futura riapertura della struttura ancora oggi non avvenuta, erano di proprietà dell’ente essendo state acquistate dall’ex Comunità montana Alta Val Lemme Alto Ovadese. Venne infatti incaricato un legale ma, alla fine, l’Unione si è dovuta arrendere.








