Quale futuro per i lavoratori della casa di risposo Trucco di Novi Ligure? Lo chiede Alessandro Campanino del sindacato Cse Sanità dopo che la Rsa è stata chiusa per due mesi in seguito a un provvedimento dei carabinieri del NAS. Gli ospiti sono stati trasferiti altrove e sul futuro del personale ci sono tanti interrogativi. Campanino spiega innanzitutto di aver appreso “esclusivamente tramite la stampa locale della chiusura per due mesi. Una notizia che ci lascia sconcertati non solo per la gravità dei fatti, ma soprattutto per la totale assenza di comunicazione da parte della struttura nei confronti delle rappresentanze sindacali. Nessuna nota ufficiale, nessun confronto preventivo, nessuna informazione ai lavoratori e ai loro rappresentanti: un atteggiamento inaccettabile da parte di un’amministrazione che gestisce una realtà sensibile come una casa di riposo, in cui operano ogni giorno decine di professionisti sanitari e sociosanitari”.

Il sindacato chiede, “con urgenza di sapere che fine faranno i lavoratori impiegati nella struttura: dove verranno ricollocati? A quali condizioni contrattuali ed economiche? È prevista l’attivazione di ammortizzatori sociali? Chi garantirà la continuità occupazionale e la tutela dei diritti? Ci aspettiamo risposte chiare, immediate e ufficiali da parte dell’amministrazione della RSA Trucco. Non permetteremo che, ancora una volta, a pagare il prezzo di gestioni discutibili siano le lavoratrici e i lavoratori, già provati da anni di precarietà e mancanza di tutele. Chiediamo l’apertura immediata di un tavolo di confronto con tutte le parti coinvolte e ci riserviamo ogni iniziativa utile, anche in sede istituzionale, per tutelare la dignità professionale e personale del personale della struttura”.