19 mila cinghiali abbattuti in 5 anni ma triplicati i danni alle coltivazioni.

La Provincia ha approvato il nuovo Piano di controllo. L’obiettivo è ridurre del 10% annuo gli attacchi.

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Dal 2019 al 2023 sul territorio provinciale sono stati abbattuti 18.895 cinghiali. Un dato che comprende sia i capi uccisi con la caccia sia con l’attività di controllo. La Provincia ora intende ridurre di almeno del 10% annuo gli attacchi e l’entità dei danni alle coltivazioni nei prossimi cinque anni con il Piano di controllo del cinghiale valido per il periodo 2024-2028. Un obiettivo da raggiungere tramite gli agenti della vigilanza provinciale, le guardie forestali e le guardie venatorie volontarie oltre che i proprietari di terreni autorizzati e i cacciatori. Figure che entreranno in azione solo in caso di segnalazione di attacchi alle coltivazioni e di incidenti stradali provocati dai cinghiali, aumentati progressivamente nell’ultimo decennio. Tra il 2016 e il 2022 gli incidenti stradali causati dai cinghiali sono stati 439, secondo i dati del piano. L’importo dei danni alle coltivazioni nel 2019 era stato di 113.493 euro, saliti a 310.164 nel 2022. Colpiti in particolare il mais alla semina e durante la maturazione, vigneti e frutteti e i prati. Gli ungulati potranno essere uccisi con abbattimento da appostamento o con la girata con un numero limitato di operatori e l’ausilio di uno o due cani oppure catturati con gabbie o recinti e quindi abbattuti. Attività che possono essere effettuate tutto l’anno, da intensificare in inverno e all’inizio della primavera mentre l’abbattimento individuale potrà essere attuato con regolarità per tutto l’anno. Il piano punta all’abbattimento in particolare di animali giovani limitando, quando possibile, il prelievo di animali adulti per evitare la destrutturazione del branco. L’attività di controllo potrà essere attuata anche nella zona infetta dalla Psa seguendo le regole in vigore nell’area.