Cantina di Lerma: oltre ai debiti anche irregolarità nei bilanci?

L'allarme arriva da Dino Angelini, consigliere di minoranza a Mornese: “La liquidazione doveva arrivare prima per via dei debiti troppo elevati”.

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La cantina di Lerma

Sono state rispettate le regole nella gestione della Cantina di Lerma fino alla liquidazione decisa lo scorso ottobre, gestione che portato a maxi perdite che ora rischiano di finire a carico dei cittadini? La domanda se la pone Dino Angelini, consigliere di minoranza a Mornese. La struttura, costruita all’inizio degli anni Duemila con una spesa di almeno 800 mila euro di fondi regionali, è chiusa dopo la nomina di tre liquidatori, i sindaci di Bosio, Tagliolo e Belforte, che stanno cercando di cedere la società Alto Monferrato Ovadese, titolare della cantina, a un imprenditore privato. I soci sono a oggi l’Unione montana Dal Tobbio al Colma (63%) e Lerma (10%), Tagliolo (10%), Casaleggio Boiro (5%), Carrosio (2%), Bosio (1%), Fraconalto (1%) e Voltaggio (1%). E’ su di loro che rischiano di gravare perdite per oltre 319 mila euro, con debiti, al 31 dicembre 2016, per 391 mila euro, con rimanenze, a quella data, per 90 mila euro, tutte da verificare, secondo Angelini, che spiega: “Dopo aver richiesto senza successo, al Comune di Mornese i bilanci della Cantina, li abbiamo avuti dalla Camera di Commercio, scoprendo che dal 2007 al 2014 non sono stati depositati. C’è da chiedersi innanzitutto se siano mai stati approvati dal cda e dall’assemblea dei soci. Con i numeri emersi dall’ultimo bilancio, per legge, essendo il capitale di soli 30 mila euro, la società avrebbe dovuto essere posta in liquidazione da tempo, ben prima dello scorso anno”.

Dino Angelini

“Mi chiedo – prosegue Angelini, che si è occupato dei conti della Cantina nei primi anni di attività – chi voglia farsi carico di tutti questi debiti, che altrimenti finiranno sulle spalle della collettività. La Cantina, che doveva essere al servizio dei produttori come centro di vinificazione e non in concorrenza con loro, è stata gestita allo sbaraglio e questi sono i risultati”. Lo scorso anno alcuni viticoltori hanno minacciato di rivolgersi al giudice per i soldi che attendono da anni per le uve portate alla cantina e mai pagate. Un disastro, che ha visto coinvolti anche i due dipendenti della Alto Monferrato Ovadese, rimasti senza lavoro. Franca Repetto è stata l’ultimo presidente della Cantina: “Durante il mio mandato i bilanci sono stati approvati e depositati, in precedenza c’era stato un problema con il commercialista di cui i soci erano al corrente. Io stessa ho chiesto di liquidare la società, per via delle legge Madia e per quanto prevede la legge in situazioni del genere. Invece di creare polemiche inutili ritengo sia meglio trovare una soluzione per chi vanta ancora crediti dalla Cantina e per chi ha perso il lavoro”. Ora si deve comprendere se gli imprenditori del settore vinicolo della zona di Alba annunciati dal presidente dell’Unione montana Franco Ravera quali possibili acquirenti abbiano intenzione di farsi carico dei ingenti debiti.