Castelletto, la crisi di Telecity al Ministero dello Sviluppo

0
2420
La sede di Telecity a Castelletto d'Orba

Roma sarà la città dove probabilmente si svolgeranno le trattative sui tagli al personale decisi da Telecity, storica emittente locale di Castelletto d’Orba finita in crisi da qualche anno.

La proprietà ha prospettato, per ora solo a parole, il taglio di 60-70 dipendenti su 140 circa, distribuiti nelle sedi di Castelletto d’Orba, Alessandria, Milano e Genova. I motivi, secondo l’azienda, sono la concorrenza del digitale terrestre e il calo notevole della pubblicità, che non permettono più di sostenere i costi attuali di gestione.

I sindacati hanno richiesto che il confronto tra le parti si svolga al ministero dello Sviluppo economico, come spiega Marco Sali (Slc Cgil): “Serve una maggiore tutela della vertenza di Telecity poiché l’azienda non ha voluto rinnovare gli ammortizzatori sociali, preferendo mettere in ferie forzate i lavoratori e pagando i medesimi in ritardo, con acconti e stipendi al 50%, a dimostrazione della crisi di liquidità. Questo nonostante la possibilità di rinnovare ancora i contratti di solidarietà”. In sostanza, secondo i sindacati, la situazione volgerebbe ulteriormente al peggio, complice l’atteggiamento a loro dire poco dialogante del gruppo Tacchino: “L’aver messo da parte – prosegue Sali -, per quanto riguarda gli esuberi, una persona disposta al confronto come l’amministratore Emo Molinari, e l’aver incaricato un studio legale per la trattativa, ha da subito lasciato intende quale fosse l’atteggiamento dell’azienda. Da qui la richiesta del coinvolgimento del ministero dello Sviluppo Economico”.

Molinari commenta: “A mio avviso c’erano le condizioni per una discussione diretta senza dover attivare il ministero, scelta dei sindacati che rispetto e che non pregiudica comunque il dialogo: ci confronteremo comunque”. Telecity deve ancora presentare ufficialmente alle organizzazioni sindacali il piano di ristrutturazione aziendale annunciato nei mesi scorsi. Possibile anche la chiusura di alcune sedi.

CONDIVIDI
Articolo precedenteBosco, Comune e Mangini contro la “pollina”
Articolo successivoSerravalle ’96: una vittoria che sa di promozione