Dopo l’asilo Teresa Gandolfo lascia il Comune

L'ex responsabile del nido arquatese si è dimessa ma l'ente sta procedendo al licenziamento per l'ammanco nel bilancio e la “mala” gestione della struttura.

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Il municipio di Arquata Scrivia
Il municipio di Arquata Scrivia

Teresa Gandolfo non è più dipendente del Comune di Arquata Scrivia. L’ex direttrice dell’asilo nido comunale ha presentato le proprie dimissioni volontarie all’amministrazione arquatese il 29 luglio scorso. La causa è la nota vicenda legata alla gestione dell’asilo nido comunale, per la quale la donna è accusata di peculato, almeno per ora.

Tuttavia l’amministrazione guidata dal sindaco Alberto Basso, aveva già avviato le pratiche per il licenziamento dopo aver formalizzato una denuncia ufficiale a seguito di un’indagine interna che ha rilevato che da anni esisteva una sorta di “gestione parallela” dell’asilo: venivano inseriti più bambini del dovuto, a quanto risulta e, secondo l’accusa, le rette di questi iscritti venivano trattenute del tutto o in parte dalla direttrice, causando un ammanco nel bilancio comunale. Ciò che ha preoccupato gli amministratori è stato anche l’uso improprio della struttura, con la presenza di bimbi maggiore a quella consentita dalle certificazioni e non regolarmente iscritti.

Gandolfo era stata assunta in municipio nel 1981 ed è sempre stata il riferimento per tutti genitori che hanno portato i loro figli nella struttura di via Roma, apprezzata per le sua qualità organizzative ed umane.  Quasi nessuno poteva credere a quanto stava accadendo e fin dall’inizio il paese si era schierato in sua difesa. Ma a seguito delle interrogazioni dei carabinieri e del Pm,  il legale della Gandolfo, l’avvocato Lorenzo Repetti, ha dichiarato che la sua cliente avrebbe problemi personali che la spingerebbero a giocare alle slot machine. Se così fosse, gli arquatesi hanno ragione a sostenere la Gandolfo, del resto la ludopatia, è una malattia che se curata può guarire.

Il licenziamento è definitivo, indipendentemente dal fatto che la Gandolfo venga o meno rinviata a giudizio dal gip di Alessandria. In quel caso il Comune ha già annunciato che si costituirà parte civile contro di lei