La salma del pensionato travolto dal suv è a disposizione del magistrato

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“Ci vedevamo spesso, mi sembra ancora impossibile che Mario se ne sia andato così, per una tragica fatalità”. Un vicino di casa, che ha assistito alla scena dei soccorsi non si dà pace, pensando all’incidente, che alle 10,30 di ieri è costato la vita a Mario Bonaria, 72 anni compiuti a maggio. Si trovava in prossimità della sua casa in via Molare 67 e stava andando a gettare la spazzatura, era ai bordi della via, quando un Suv, proveniente da Molare e diretto a Ovada, è uscito di strada in località Coinova al km 67+100 della S.S 456 del Turchino, colpendo due contenitori della raccolta differenziata e l’uomo in prossimità dei cassonetti, per poi terminare la corsa nella scarpata.

Bonaria sarebbe morto sul colpo. “I medici del 118 e dell’elisoccorso hanno tentato di rianimarlo, ma non c’è stato nulla da fare – racconta un testimone – l’ho visto esanime, ho sentito dire che è sbalzato a terra dopo l’urto. Avrei voluto avvicinarmi, ma non volevo disturbare il lavoro dei soccorritori”. Adesso è il momento del ricorso. “Mario non era tanto alto ma era agile, spesso lo vedevo in bici a far spesa quando la moglie aveva problemi di salute. Era una persona attiva, riservata, ma sempre cordiale, mancherà a tutti non solo alla moglie e alla figlia”. Sono illesi l’uomo alla guida del Ford Ranger, B.B.H. di 67 anni residente a di Port De Bouc in Francia e il passeggero, anch’egli cittadino francese. I due erano in vacanza con le famiglie, che viaggiavano a bordo di un’altra auto. Il gruppo, proveniente da Acqui, era diretto a Genova. Sul posto è intervenuta la polizia di Acqui Terme, gli agenti, fra cui il comandante Paolo Polverini, hanno eseguito i rilievi e proseguono gli accertamenti nel massimo riserbo. Il suv è sotto sequestro e il guidatore, in base alle nuove norme della sicurezza stradale, è indagato per omicidio stradale. Non è stato arrestato perché non ci sono i presupposti, essendo risultato negativo ai controlli.

La salma del pensionato si trova all’obitorio dell’ospedale di Ovada a disposizione della magistratura, che farà ulteriore chiarezza sulla dinamica dell’incidente e sulle cause del decesso. Dalle impressioni raccolte a Coinova, dove la gente udendo il trambusto è uscita dalle case e dagli esercizi commerciali, pare che il guidatore possa aver perso il controllo del mezzo per la velocità, sostenuta, o per una distrazione. Sarà il magistrato a dirlo. Sotto la lente c’è il traffico sostenuto: “In passato ci sono stati altri incidenti – ricordano gli abitanti – Nonostante la recente installazione dei dissuasori Velo Ok e le sanzioni, auto e camion vanno forte lo stesso”.