Come già per l’Iperdì, anche le famiglie dei lavoratori della Pernigotti rischiano di non ricevere alcun sussidio dal Consorzio servizi alla persona (Csp) del Novese. L’ex market di via Oneto, come è noto, ha chiuso a settembre ma i dipendenti sono rimasti senza stipendio già da luglio. Ora attendono la cassa integrazione dallo Stato ma, nel frattempo, il Csp non ha potuto aiutarli nonostante le difficoltà economiche per queste venti famiglia siano evidenti. Lo stesso accadrà per la fabbrica dolciaria: qui i 250 lavoratori, fra dipendenti e interinali, sono in sciopero dal 7 novembre: due mesi senza stipendio e la cassa integrazione che, a oggi, sembra piuttosto lontana. Al di là del conto corrente aperto per raccogliere fondi tra la popolazione, dalle istituzioni locali rischia di non arrivare nulla. Lo denuncia l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Novi Ligure, Felicia Broda: “Il motivo sta nelle regole del consorzio. Per ottenere un aiuto economico, infatti, fa fede l’Isee, che fa riferimento alla situazione patrimoniale dell’anno precedente se non addirittura di due anni prima.

Felicia Broda

Nel caso dell’Iperdì, oggi risulta quindi che il reddito di queste persone non possa contemplare un contributo, poiché risultano tutt’altro che in difficoltà, quando in realtà lo sono a tutti gli effetti. La stessa situazione riguarderà a breve anche i dipendenti della Pernigotti”. “Nelle prossime settimane – dice ancora il vicesindaco – valuteremo con il Consiglio del consorzio una eventuale modifica del regolamento sui contributi economici. Già adesso il Csp eroga, soltanto a Novi, un contributo in media di 1.200 euro annuo per circa 250 famiglie in difficoltà, per pagare, per esempio, le bollette del gas o della corrente elettrica”. Una spesa di 300 mila euro, citando solo Novi e senza contare gli altri trenta Comuni soci del consorzio, che potrebbe essere incrementata se l’appello dell’assessore novese verrà accolto: “Una soluzione potrebbe essere tenere conto dell’Isee istantaneo, che va però verificato ogni due mesi. A oggi, anche per il Rei la situazione non è facile: basta avere un deposito bancario e un’auto immatricolata negli ultimi due anni per perderlo”.

Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo economico

Domani mattina, sabato 5 gennaio, alla Pernigotti è intanto atteso il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. Arriverà alle 9,30 per incontrare i lavoratori insieme al vicecapo di gabinetto del Mise, Giorgio Sorial e al candidato presidente M5S Giorgio Bertola e alle parlamentari ed europarlamentari Tiziana Beghin, Jessica Costanzo, Elisa Pirro e Susy Matrisciano. Sarà presente anche l’assessore regionale al Lavoro Gianna Pentenero oltre agli amministratori comunali novesi. L’8 gennaio, a Roma, il tavolo al ministero del Lavoro.

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