Un vortice polare in arrivo nelle prossime ore preoccupa le associazioni agricole poiché finirà per abbattersi sui frutteti fiori a dicembre, a causa delle temperature fuori stagione.
“Dopo il Natale bollente con temperature del tutto anomale a preoccupare adesso è l’arrivo del gelo sulle piante fiorite fuori stagione, con effetti disastrosi sulla raccolta dei frutti primaverile ed estiva. Il maltempo si abbatte dopo che gli effetti del caldo – sottolinea il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – si sono fatti sentire sulla natura dove sono stati sconvolti i normali cicli stagionali con le viole che fioriscono nei prati mentre si raccolgono broccoli, cavoli, sedano, prezzemolo, finocchi, cicorie, bietole, tutti maturati contemporaneamente per le temperature primaverili”.
Ultimi giorni di un 2019 che si classifica come il quarto anno più caldo dal 1800, facendo registrare una temperatura media nei primi undici mesi superiore di 0,88 gradi la media storica sulla base degli ultimi dati di Isac Cnr che rileva le temperature da oltre 200 anni.

Fiori e api in pieno inverno (foto Germano Ferrando)

“La bolla di calore prolungata – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo – risulta dannosa per le piante che, “ingannate” dalle temperature miti, hanno ripreso vita e rischiano ora di essere bruciate dalle gelate causate dal brusco abbassamento della temperatura. Il caldo è stato molto anomalo, sia in pianura, sia in collina e sia in montagna e le piante è come se si trovassero in una sorta di primavera anticipata. Per non creare problemi la colonnina di mercurio dovrebbe ora scendere lentamente senza restare a lungo sotto lo zero ma temiamo che non sarà così”.
Una situazione che aggrava il già pesante bilancio delle perdite che si sono verificate in tutto l’arco dell’anno a causa dei cambiamenti climatici che si sono manifestati con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ma intense che il terreno non riesce ad assorbire.

CONDIVIDI
Articolo precedenteUna targa per ricordare la famiglia Morasso.
Articolo successivo“I mezzi pesanti del Cociv senza autorizzazione prefettizia”.