Pozzolo, i comitati No Terzo valico: “Riprendiamoci il terreno dei 101”.

Il Cociv ha sistemato le reti da cantiere nell'area acquistata da oltre 100 cittadini ma l'esproprio del 2016 deve ancora essere valutato dal Tar.

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Forze dell'ordine e manifestanti No Tav il 19 luglio 2016 a Pozzolo

L’ultimo ”fortino” dei No Terzo valico sarà nuovamente difeso dalle mire del Cociv. A Pozzolo Formigaro, il 19 luglio 2016 decine di cittadini impedirono di fatto ai tecnici del consorzio di eseguire l’immissione in possesso di un terreno situato verso Rivalta Scrivia propri lungo la futura linea ferroviaria, in aperta campagna, di proprietà di 101 persone, che l’acquistarono nel 2013 proprio per ostacolare le procedure di esproprio.

Il terreno dei 101 a Pozzolo

Quel giorno i cittadini occuparono il terreno e allestirono una sorta di campeggio con un grande tendone, per impedire ai tecnici del Cociv, difesi da decine di agenti delle forze dell’ordine in assetto antisommossa, di rendere difficile l’immissione in possesso e lo stato di consistenza del bene. Secondo il Cociv, il terreno sarebbe stato comunque espropriato, tanto che da qualche giorno nell’area sono state sistemate le reti da cantiere ma all’epoca il tecnico non chiese neppure se i proprietari erano presenti per eventuali contestazioni e non tutti i 101 ricevettero il decreto di esproprio. Gli atti sono stati a suo tempo impugnati davanti al Tar Piemonte e ora, in attesa del giudizio, i comitati annunciano battaglia. A contestarne la regolarità, quel giorno, anche i parlamentari dei 5 stelle Marco Scibona, Alberto Airola, Ivan Della Valle e Paolo Romano, presenti accanto ai no Tav. “L’esproprio – ha detto Egio Spineto, del comitato No Tav di Arquata Scrivia – è farlocco poiché la lettera non è stata recapitata a tutti i 101 proprietari. Sappiamo che il Cociv ha sistemato le reti nella nostra proprietà, per questo a breve saremo lì per toglierle e riprenderci ciò che è nostro. Il consorzio non ha più la possibilità di eseguire espropri essendo scaduta nel luglio 2016 la dichiarazione di pubblica utilità, non più rinnovata”.