A Gavi le tasse restano elevate e per la spazzatura si pagherà ancora di più. Il Consiglio comunale, il 31 dicembre, ha approvato il bilancio di previsione e le aliquote delle fiscalità comunale. “L’Imu – ha spiegato il vicesindaco Nicoletta Albano – resta al 9,9 come aliquota base mentre la Tasi rimane all’1,9 per mille sulla prima casa e allo 0,7 per tutti gli altri edifici. Invariata anche l’addizionale Irpef allo 0,7%. La Tari, invece, crescerà di 2-3 euro al metro quadro, fino al 20 per cento per le attività economiche ma è un’imposizione dettata dalla Srt e da Gestione Ambiente”. Albano ha definito l’incremento dei costi dei rifiuti “un problema”, e ricordato che comunque esistono agevolazioni per alcune categorie, come certi tipi di negozi, bar, ristoranti e attività artigianali. Non ha però fatto riferimento al nuovo tipo di servizio di raccolta rifiuti che dovrebbe partire anche a Gavi con l’obiettivo di incrementare la raccolta differenziata, da sempre nota dolente per i gaviesi, tanto che il Comune nel decennio scorso ha pagato circa 100 mila euro di multe alla Provincia. Secondo il vicesindaco, “il bilancio di previsione rispetta tutti i parametri di legge, a cominciare dall’indebitamento, per il prossimo triennio e sono in programma importanti opere pubbliche”.

Fra queste, il restauro del Portino e la rotonda lungo la strada provinciale 161 della Crenna, finanziata con i fondi del Terzo valico come la sistemazione della strada delle Colombare. L’opposizione, con il capogruppo Mario Compareti, ha evidenziato come la tassazione a Gavi “resti fra le più elevate, a partire dall’Imu, mentre per la spazzatura ricordo che il Comune lo scorso anno abbia incassato 60 mila euro in più del dovuto. Per l’Irpef, inoltre, non c’è nessuna gradualità rispetto al reddito, come previsto per altro dalla Costituzione: tutti pagano a prescindere che siano ricchi o poveri”. L’opposizione ha quindi puntato il dito sulla repressione dell’evasione fiscale: “A differenza del passato nel bilancio è prevista un’azione volta al recupero dell’evasione dei tributi locali anche se non reale poiché si indicano 46 mila euro per il 2019 e 32 mila euro per gli anni 2020 e 2021 per il recupero dell’Imu, pari ad appena il 2,29% dell’incasso Imu annuale. Stessa cosa per la Tari, solo 6 mila euro per ognuno dei tre anni rispetto a un incasso di 880 mila euro, pari allo 0,68%. Siamo evidentemente diventati – ha concluso Compareti – un paese modello in termini di rispetto di pagamento delle imposte locali, Gavi è come la Svizzera a dar retta a queste cifre, inserite solo per rispettare le legge che impone il recupero dell’evasione piuttosto che per una reale volontà di combattere i furbetti”. L’opposizione ha votato contro.

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