Il Terzo valico porterà anche lavoro, secondo i sostenitori della grande opera, ma c’è un’altra azienda impegnata nei cantieri che rischia il fallimento. La Cmc di Ravenna, storica cooperativa diventata un colosso edile, ha richiesto al tribunale procedura di concordato preventivo “con riserva”, cioè un tentativo di trovare un accordo con i creditori, essendo ormai troppo l’indebitamento. La Cmc mesi fa aveva vinto l’appalto per la galleria Polcevera e l’interconnessione di Voltri, a Genova, nell’ambito del Terzo valico. Appalti da centinaia di milioni di euro che non hanno risolto, evidentemente, una crisi partita da lontano. I cantieri, come già avvenuto in Piemonte, rischiano quindi di essere rallentati. Proprio come a Voltaggio: qui la Grandi Lavori Fincosit (Glf) ha vinto l’appalto un anno fa ma non ha ancora iniziato lo scavo del tunnel di base. Nel Basso Pieve a Novi Ligure ci sono stati scioperi poichè la Glf non pagava gli operai. L’azienda da tempo ha anch’essa richiesto il concordato per i troppi debiti, creando difficoltà anche al cantiere di Radimero di Arquata.

Il cantiere di Radimero

In Valle Scrivia una sua società controllata (almeno fino a qualche tempo fa), la Seli Overseas, fa parte, con la Toto Costruzioni, della Radimero Scarl, vincitrice dell’appalto per lo scavo del tunnel verso Genova. Anche qui, a ottobre, gli operai hanno incrociato le braccia per un ritardo nei pagamenti delle mensilità. A inizio anno era finita nei guai la Condotte spa, socio di minoranza (almeno all’epoca) del Cociv, il consorzio di imprese incaricato dallo Stato di realizzare il Terzo valico. Il presidente del consiglio di gestione di Condotte spa, Duccio Astaldi, era stato messo agli arresti domiciliari per una presunta tangente per i lavori di realizzazione di tre lotti dell’autostrada Siracusa-Gela. La stessa società aveva ottenuto a gennaio il concordato con riserva per un indebitamento di due miliardi di euro. Intanto, sabato a Torino è in programma la manifestazione No Tav, nella quale ci sarà anche un pezzo del movimento contrario al Terzo valico. Vi prenderanno parte anche i circoli Legambiente Val Lemme e Ovadese-Valle Stura, oltre ovviamente ai comitati e ai singoli cittadini del territorio interessato dal Terzo valico. “Invece di investire sulle grandi opere inutili – spiega Legambiente -, il governo pensi a ridurre la quota di trasporto merci che oggi viaggia su gomma, a incentivare la mobilità sostenibile e a rafforzare e rendere più competitivo il trasporto pendolare e urbano