Nulla di fatto a Francavilla Bisio per lo sfratto della famiglia composta da una madre di 88 anni, invalida al 100%, e dal figlio, anch’egli invalido, al 75%. Per via delle gravi difficoltà economiche i due non riescono più a pagare l’affitto da circa un anno e il proprietario dell’abitazione ha avviato le pratiche per mandarli via, al momento senza una valida alternativa e, oltretutto, a ridosso del Natale. Il Comitato di Lotta per la Casa si è fatto carico della vicenda e ieri, 18 dicembre, era presente davanti all’abitazione delle famiglia. L’ufficiale si sarebbe presentato però in tarda mattinata senza trovare nè il figlio nè gli attivisti, nel frattempo ricevuti in municipio, e avrebbe al momento rinunciato a quello che doveva essere un primo step dello sfratto.
Il comitato dice: “Continueremo a occuparci della questione, opponendoci con ogni mezzo necessario all’esecuzione dello sfratto e lottando per il passaggio diretto da casa a casa attraverso l’assegnazione di un alloggio popolare”. Accusa nuovamente l’amministrazione comunale di Francavilla di non avere a cuore la sorte della famiglia.
Il sindaco, Lucio Bevilacqua, con un comunicato pubblicato sul sito internet del Comune, invece, spiega: “Il Comune di Francavilla Bisio nel mese di giugno veniva informato dal C.S.P. , organo di tutti i Comuni del novese che si occupa delle pratiche per le questioni riguardanti le problematiche sociali, della delicata situazione riguardante lo sfratto di due persone residenti nel nostro territorio. Il C.S.P. che aveva già in assistenza, da diverso tempo, il nucleo familiare, subito si è attivato, sempre con il supporto degli uffici comunali, sul possibile reperimento di case popolari nel Comune di Novi Ligure.
Inoltre, questa amministrazione, non essendoci stata possibilità di un alloggio popolare a Novi Ligure e sempre in collaborazione con il C.S.P., nel mese di luglio si è attivata e concretamente adoperata per supportare la presentazione della domanda per il nuovo bando per le case popolari ad Arquata Scrivia, evidenziando tutto quello che era possibile e pertinente, per fare in modo che il disagio sociale di questo nucleo familiare venisse correttamente valutato anche al fine di ottenere in tempi rapidi l’assegnazione di una casa.
Le istituzioni pubbliche in questo caso si sono attivate prontamente per affrontare i disagi delle persone interessate”.








