Alla fine, la Seva di Milano aveva visto giusto: in Liguria le maglie della legge sono più larghe, anche se riferite alla normativa europea, valida su tutto il territorio nazionale. Dopo la bocciatura del progetto Monte Poggio sul versante di Fraconalto, in Piemonte, imposto dalla Regione e poi dal Consiglio di Stato poiché l’impianto violava le regole comunitarie sulla tutela delle rotte migratorie dei volatili, la Seva aveva presentato alla Regione Liguria un progetto simile con 5 aerogeneratori alti 180 metri nel Comune di Mignanego (Genova), appena oltre il confine con Alessandria. Le Aree protette dell’Appennino Piemontese, così come la Lipu e Pro Natura, avevano evidenziato come anche queste torri fossero a meno di 1 chilometro dal confine della zona di protezione speciale Capanne di Marcarolo, violando per l’appunto le regole dell’Unione Europea, in vigore anche in Liguria, ovviamente. Nonostante una diffida, la Città metropolitana di Genova, a cui spettava l’ultima parola, ha rilasciato l’autorizzazione unica alla Seva, che ora avrà tre anni di tempo per realizzare l’impianto industriale non lontano dal Passo della Bocchetta.
Fra le specie messe a rischio dalle torri, il biancone, simbolo del Parco naturale delle Capanne di Marcarolo








