Richiami sonori e fototrappole per studiare lo sciacallo dorato.

Le Aree protette del Po Piemontese studiano la presenza dell’animale in provincia di Alessandria con l’emissione di suoni simili all’ululato

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(foto Stefano Pecorella)

Il personale delle Aree protette del Po Piemontese studia in provincia di Alessandria la presenza dello sciacallo dorato, animale che dall’Est Europa si sta diffondendo in Italia. Nel 2020 l’avvistamento più a Ovest in Italia, a Pontestura, sul territorio alessandrino all’interno della zona di protezione speciale della Ghiaia Grande del fiume Po. Nel marzo scorso, invece, nel territorio di Viguzzolo è stata scoperta la carcassa di una femmina uccisa dal veleno nelle vicinanze della Riserva Naturale di Castelnuovo Scrivia, gestita sempre dalle Aree protette del Po piemontese. Un episodio che, secondo l’ente, “cambia ancora una volta la prospettiva. Il fatto che l’esemplare fosse di sesso femminile fa pensare alla presenza in zona di un nucleo riproduttivo”. I monitoraggi da parte del personale delle Aree protette del Po Piemontese avvengono in collaborazione con Museo Friulano di Storia Naturale, che studia lo sciacallo da tempo data la sua presenza in Friuli da alcuni decenni. I monitoraggi avvengono con l’utilizzo di termocamera e faro, oltre che con le fototrappole e la bioacustica, l’emissione cioè di suoni simili all’ululato dello sciacallo dorato. In estate, sostiene l’ente, “rispondono ai richiami sonori anche i giovani: proprio per questo motivo i guardiaparco e il tecnico faunistico dell’Ente faranno sessioni periodiche, anche in collaborazione con le Aree protette dell’Appennino piemontese. I giovani sciacalli sono molto stimolabili, rispondono di buon grado ai richiami e a volte si avvicinano anche alla fonte sonora. Unico ostacolo alla riposta può essere la presenza del lupo, avvertito come pericolo. Il Parco chiede alla cittadinanza di collaborare inviando foto o video di presunti sciacalli dorati all’indirizzo [email protected]