Una veduta di Stazzano

La lente di ingrandimento della Corte dei Conti finisce ancora una volta sui conti del Comune di Stazzano, guidato dal sindaco Pierpaolo Bagnasco. Era già successo più volte alcuni anni fa quando i giudici avevano parlato di una gestione finanziaria con criticità “che possono diventare croniche”. In particolare, nel 2014, riferendosi al bilancio consuntivo 2012, i giudici contabili avevano rilevato “un’elevata incidenza (168,32%) di residui attivi, provenienti anche da anni precedenti al 2010, in rapporto all’avanzo di amministrazione”. I residui attivi sono i crediti (per esempio, le tasse) che il Comune, per vari motivi, non riscuote. Un problema che la Corte ha evidenziato anche nell’ultima pronuncia, riferita al bilancio consuntivo 2016, nella quale si legge, tra l’altro, che “le gravi difficoltà che l’ente incontra nella riscossione dei residui attivi non appaiono facilitare la situazione finanziaria dell’ente”. Al 31 dicembre 2016 i crediti ammontavano, sommandoli a partire dal 2010, oltre 500 mila euro. Nei due anni successivi il Comune è riuscito a incassare appena 3.147,25 euro nel 2017 e solo 153,33 euro nel 2018. C’è poi l’aspetto legato alle anticipazioni di tesoreria, cioè la richiesta di fondi alla banca, che per il bilancio 2016 la Corte ha definito “ampio, costante ed abnorme”, nonostante le raccomandazioni già espresse dai giudici nel 2015.

Piazza Risorgimento con il municipio (a sinistra)

“Anche nel corso del 2016 – recita la sentenza -, così come risulta ampiamente documentato ed ammesso dal medesimo ente, il Comune ha utilizzato l’anticipazione per 295 giorni per un ammontare complessivo di 1.962.629,15 euro, in aumento rispetto al 2015 (utilizzo pari a 1.878.583,64 euro). Si dà atto che nel 2016 l’anticipazione è stata completamente restituita a fine esercizio”. Per il 2017 e il 2018 il Comune ha comunque sottolineato un miglioramento della situazione ma, riferendosi sempre al 2016, la sezione del Piemonte della Corte dei conti ribadisce che “il ricorso costante all’anticipazione di tesoreria è un indice sintomatico di un grave squilibrio strutturale, espressione dell’incapacità dell’ente di far fronte con le entrate ordinarie ai pagamenti. Peraltro, il prolungato ricorso all’anticipazione di tesoreria comporta costi elevati per l’ente, trasformando l’anticipazione in una forma di debito di medio termine…Con un ricorso costante e senza sostanziale soluzione di continuità all’anticipazione di tesoreria (come nel caso di specie) l’ente sconfina in una forma (anomala) d’indebitamento”. In tal senso, a proposito del bilancio di Stazzano la Corte parla di “una situazione complessiva decisamente critica” che rende precari gli equilibri di bilancio. Il rischio, sostengono i giudici, è che, complice la situazione dei residui attivi, emerga in futuro un disavanzo nel bilancio. Chiedono quindi al revisore dei conti del Comune “una attenta vigilanza sulla soluzione delle criticità evidenziate, segnalando a questa sezione un loro eventuale peggioramento”. Il sindaco Bagnasco non rilascia commenti sulla sentenza.  A fine maggio gli stazzanesi andranno alle urne per rinnovare primo cittadino e Consiglio comunale.

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