Tutte le bugie di Energa e Toti sui rifiuti a Isola del Cantone

Ad Arquata Scrivia si è svolta la seduta dell'Osservatorio ambientale sulla centrale in programma sullo Scrivia

0
2207

Sulla vicenda dell’impianto di trattamento rifiuti di Isola del Cantone c’è una questione a monte: viene fatto passare come centrale a biogas che sfrutta le energie rinnovabili, come i rifiuti, e quindi può godere di incentivi economici pubblici e agevolazioni urbanistiche quando, in realtà, serve solo a trattare l’umido, il vero business ammesso anche dalla stessa Energa di Genova, società proponente. Il bello è che la giunta regionale ligure, nel dare l’ok dal punto di vista ambientale al progetto il 30 dicembre scorso, non ha chiarito a quale categoria appartenga l’impianto, lasciando l’onere alla Città metropolitana di Genova, la ex Provincia.

È solo uno degli aspetti “curiosi” della vicenda che sta mobilitando tutti i sindaci della Valle Scrivia, sia in Liguria che in Piemonte, timorosi che le acque dello Scrivia, da cui pescano gli acquedotti, possano essere inquinate dagli scarichi e che l’aria diventi irrespirabile per via degli odori prodotti dalla fermentazione della “rumenta” necessaria alla produzione di energia elettrica. Se ne è parlato ieri sera ad Arquata Scrivia, durante la seduta dell’Osservatorio ambientale del Comune alla sala Juta.

“Non è vero – ha detto Luigi Sessarego, esperto di rifiuti – che il digestato, cioè il prodotto di risulta della fermentazione dei rifiuti dell’impianto Energa, possa essere utilizzato come concime per i campi. Questo impiego è previsto solo per il digestato derivato dall’agricoltura, non da rifiuti urbani che, oltretutto, per Isola del Cantone potranno arrivare da ovunque e non certo dalla Liguria o dalla Valle Scrivia. Questo perché il Piano di gestione dei rifiuti ligure non prevede tale impianto nel suo programma ma solo quello in progettazione a Scarpino”. “E’ solo un business – ha affermato Stefania Pezzan, assessore all’ambiente di Arquata – mascherato con la pubblica utilità che permette di superare le previsioni dei piani regolatori comunali”. L’avvocato Emiliano Bottazzi ha spiegato quali saranno i termini del ricorso che sarà presentato da Arquata e Isola, ai quali si appoggeranno anche la Provincia di Alessandria e i comuni in riva allo Scrivia: “La delibera della giunta Toti è stata quanto meno strana. Innanzitutto non ha chiarito di che tipo di impianto stiamo parlando quando toccava proprio alla Regione dire se era fattibile o meno. L’istruttoria è stata curiosamente sommaria e affrettata, violando il principio di precauzione e non solo. La centrale sorgerebbe in sostanza nell’alveo dello Scrivia, ipotesi che contrasta soprattutto con il buon senso e viola il Testo unico ambientale e la legge regionale ligure sui fiumi. C’è poi – ha concluso Bottazzi – l’assenza dell’autorizzazione paesaggistica, prevista per legge, essendo l’area vincolata in tal senso”. Questioni sulle quali il centrodestra di Toti e i leghisti, solo a parole contrari all’impianto, hanno bellamente sorvolato.

Il vicepresidente della Provincia Rocchino Muliere, a tal proposito, ha parlato di “azione scorretta da parte della giunta regionale ligure” e ribadito la volontà di fare ricorso. Mentre l’Associazione Isolese Ambientalista ha annunciato una manifestazione a Isola l’8 aprile e i consiglieri di minoranza arquatese Diego Sabbi e Cecilia Pasquale hanno manifestato l’appoggio al Comune, c’è stato chi ha tentato di salvare la faccia al centrodestra ligure. Natale Gatto, esponente della Lega Nord, ha detto: “L’assessore Edoardo Rixi e la vicepresidente Sonia Viale, dopo aver annunciato il loro no, in giunta hanno votato a favore. Ho chiesto spiegazioni e loro hanno affermato che non potevano fare altrimenti poichè altrimenti la Energa avrebbe chiesto i danni alla Regione. La responsabilità è di chi governava prima la Liguria”. Nessuno, forse per pietà, ha voluto replicare.