Amias, azienda senza personale che serve solo per pagare vecchi mutui

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Da 13 anni Amias, l’Azienda multiservizi idrici e ambientali Scrivia, non ha più nè personale dipendente nè impianti, anche se ha una sede legale a Novi Ligure, in municipio, e gli uffici amministrativi a Cassano Spinola, in località Regione Scrivia. Viene mantenuta in vita solo per pagare vecchi mutui. Il caso è stato sollevato nell’ultimo Consiglio comunale dall’assessore Gianfranco Semino.

Quarant’anni fa i Comuni della Valle Scrivia costituivano il Consorzio di bonifica del bacino dello Scrivia, trasformato poi nel 1996 nell’Azienda consortile intercomunale bacino dello Scrivia e, nel 2002, nell’Azienda multiservizi idrici e ambientali Scrivia, meglio nota come Amias. Nel 1977 il logo del consorzio era una lisca di pesce con la scritta “Salviamo lo Scrivia” e i soci erano tutti i comuni piemontesi del corso del torrente, da Arquata Scrivia fino a Isola Sant’Antonio. Vent’anni dopo il consorzio diventò azienda pur rimanendo del tutto pubblico e iniziò a gestire anche gli acquedotti, arrivando a contare 26 soci, fino al 2004, quando cedette gli impianti a Gestione Acqua, di cui diventò socio insieme alla novese Acos e alla tortonese Asmt.

“E’ mantenuta in vita – ha spiegato l’assessore Semino – solo per pagare i mutui accessi a suo carico nei decenni scorsi attraverso i canoni versati da Gestione Acqua“. Anche la Ladurner, gestore del biodigestore di Tortona, paga un canone perchè l’impianto è su un’area di proprietà di Amias.

“Fino a due anni fa – ha detto ancora l’assessore – l’Amias era governata da un consiglio di amministrazione composto da tre persone, tutte regolarmente retribuite. Dal 2015 c’è un solo amministratore come suggerito dal nostro Comune, individuato nella persona di Guido Gozzoli, che percepisce 800 euro al mese”.

Il Consiglio comunale di Tortona, come tutti gli enti soci, ha votato (9 voti a favore, 5 astenuti) la trasformazione di Amias da società per azioni a società a responsabilità limitata, cambiamento imposto dalla legge Madia che tra l’altro permetterà un altro risparmio: i revisori dei conti non dovranno più essere tre ma ne basterà uno, però solo se i sindaci lo richiederanno in assemblea all’amministratore unico. Tutto ciò fino a quando non verranno estinti i mutui.