Bailo: “Il dialetto novese? Lo porto anche nelle scuole”

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Il notaio Gianluigi Bailo

In piena globalizzazione, il dialetto, parola del notaio Gianluigi Bailo: “fa parte del bagaglio culturale che ognuno porta sulle spalle con l’orgoglio di appartenenza”-.

A un anno dalle lectio magistralis che il notaio Bailo ha tenuto a Novi alla Galleria Pagetto e nelle aule scolastiche, si traccia un resoconto con l’ausilio della Società storica del Novese e del centro In Novitate, associazioni depositarie della storia del territorio.

“L’idea nuova – spiega Bailo – è stata quella di tornare all’antico, di riscoprire l’ essenza della novesità, cioè il nostro dialetto. Il tentativo ha dato i frutti sperati. Infatti, dai primi incontri nei bar cittadini di tutti coloro che ancora parlavano dialetto e comunque hanno Novi nel cuore, siamo arrivati ad avere una sede permanente, Galleria Pagetto, situata in via Girardengo nel cuore di Novi.  Abbiamo il nostro logo “Dialetu, dialetu, dialetu… e faismu duu parole”, abbiamo pubblicato il mio libro che porta lo stesso titolo e a realizzare nelle sezioni A, B e C delle quinte classi della scuola elementare Zucca un corso di dialetto per ragazzi. Seguitissimo anche dai giovani stranieri”-.

Non male davvero, per il primo anno di questo importante recupero culturale. L’insegnamento del dialetto novese nelle classi cittadine ha avuto il duplice scopo di insegnare anche l’educazione civica attraverso le poesie di Francaurelia Cabella e i racconti di vita recuperati dal notaio.

“Alla fine di questo corso – aggiunge Bailo –  il 30 maggio la compagnia “I Matt’attori”  metterà in scena alle 19,30 al teatro dei Frati, uno spettacolo recitato in novese”.

La ricerca proseguirà con l’aiuto della biblioteca civica. Prevede un concorso per i giovani, la raccolta di manoscritti, storielle e personaggi per implementare la seconda edizione del libro e realizzare un cofanetto con Cd rom, chiavette e altro, come strenna per il Natale 2018. Sarà inoltre predisposta una vetrofania per i negozi di Novi, con la dicitura “qui si può parlare in dialetto”.

“Quanto sopra – conclude il notaio Bailo – è stato e verrà realizzato dal nostro gruppo che non è e non vuole essere una nuova Associazione o un Centro di ideologia, ma unicamente il punto d’incontro di tutti quelli che il dialetto parlano o intendono imparare avendo tutti Novi nel cuore, perchè se vogliamo davvero fare qualcosa di nuovo per Novi, qualcosa che torni a riunire i cittadini nella loro novesità occorre seguire il consiglio del Giule “demghe na’ bota, fieui” perchè Novi ha necessità di ritrovare la propria identità per fronteggiare le sfide del mondo che cambia”-.