Bosio batte di nuovo cassa con Iren per l’Imu sulle dighe del Gorzente. Il Comune ha infatti inviato al gestore dei laghi del Gorzente, una serie di accertamenti riferiti agli anni 2012, 2013 e 2014. In ballo oltre un milione di euro, la stessa cifra richiesta per i tre anni precedenti e finora non incassata. Iren, infatti, si era opposta anche agli accertamenti precedenti partiti nel 2013 e si è ovviamente opposta anche a quelli attuali. Secondo l’amministrazione comunale, sollecitata dai cittadini, la classe catastale di appartenenza delle dighe corrisponde alla categoria D7, assimilando i manufatti a una fabbrica, quindi da tassare. Secondo Iren, che dai laghi artificiali preleva acqua potabile per Genova ma grazie ai quali produce anche energia elettrica in Liguria con la centrale di Isoverde (Campomorone), invece, le dighe sono in categoria E, quindi esenti dalle imposte.

Stefano Persano, sindaco di Bosio

Finora la società genovese ha avuto ragione sia davanti alla commissione tributaria provinciale sia da quella regionale e ora il contenzioso è finito in Cassazione, alla quale si è rivolta l’Agenzia del territorio ma non il Comune. La giunta guidata dal sindaco Stefano Persano adesso ha deciso di tentare di incassare anche le somme riferite al triennio successivo: “Abbiamo deciso di andare avanti in attesa di comprendere come andrà a finire il primo ricorso sull’accertamento degli anni precedenti. Si tratta di somme importanti per la nostra comunità”. In caso di vittoria rispetto agli ultimi accertamenti, il paese potrebbe però essere beffato. “Il governo Monti – sostiene Andrea Costanzo, anima del gruppo di cittadini che ha spinto l’amministrazione comunale a battere cassa nei confronti di Iren – aveva stabilito che dal 2012 l’Imu sulle dighe venga riscossa direttamente dallo Stato e non più dai Comuni come avveniva in precedenza”.

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