I visitatori del Forte di Gavi diminuiranno anche nel 2019 e la direttrice, Annamaria Aimone, prima attacca l’associazione Amici del Forte, rei di aver nuovamente contestato la sua gestione, poi annuncia l’arrivo di fior di soldi per la fortezza genovese esclusivamente grazie al suo impegno. Il trend negativo già in atto, è addirittura peggiorato rispetto agli anni scorsi: a gennaio i dati riferiti al 2018 avevano parlato di circa 6.800 visitatori, molto al di sotto degli oltre 10 mila l’anno precedente. L’Osservatorio culturale del Piemonte la scorsa settimana ha diffuso i dati dei primi sei mesi del 2019, peggiori del primo semestre 2018: appena 3.169 biglietti staccati contro 3.537. Nel 2017, nello stesso periodo, si era a quota 5.530. Gli eventi organizzati dal Polo museale, come le mostre d’arte moderna, evidentemente non attirano il pubblico, né quella dello scorso anno né quella inaugurata la scorsa primavera, “Il corsaro nero e la vendetta del Gavi”, chiusa il 7 settembre. A pesare sono senz’altro le chiusure del Forte per molti fine settimana l’anno, causate ormai da tempo dalla carenza di personale ma anche, sostiene Aimone, dal cantiere aperto nei mesi scorsi per il restauro della Manica Lunga, in ritardo rispetto alla chiusura preventivata a breve.

Una rievocazione nel Forte nel 2013

Gli Amici del Forte, associazione creata nel 2007 per contribuire a valorizzare la fortezza, con Luigi Pagliantini sostengono che “senz’altro pesa la carenza di personale ma per quanto ci riguarda è sempre più difficile operare ne Forte visto che il Polo chiede continuamente soldi, tra fidejussioni e assicurazioni, alle associazioni che vogliono organizzare eventi. Fino a pochi anni fa i nostri associati facevano le guide volontarie in aiuto al personale e le rievocazioni portavano almeno 500 persone al Forte. Ora è impossibile” Ieri, durante la conferenza organizzata nel Forte in occasione delle Giornate Europee del patrimonio, la direttrice ha “aperto il libro” contro gli Amici del Forte e non solo. “Da tempo non sono più “amici” del Forte – ha detto Aimone -, infatti non li vedo da tre anni. Pensano di essere gestori della fortezza quando invece possono solo collaborare alla gestione: il loro ruolo può essere solo di supporto. Invece per loro il Forte era una vetrina, tanto che hanno escluso altre associazioni dalle attività del sito”. Nel suo astioso intervento, Aimone ne ha avuto anche per il Consorzio tutela: “Intendeva usare il Forte solo per promuovere il suo vino, per questo motivo  gli sono stati chiesti 4 mila euro per un evento di tre giorni. Se avessero proposto qualcosa relativo alla promozione della fortezza non avrebbero dovuto pagare. Per legge, dal 2014, anche il Polo museale deve fare cassa”.

Annamaria Aimone

Secondo Aimone, il territorio non risponde ai suoi appelli per il Forte: “Ho proposto il vino del Forte, l’amaro del Forte con le erbe che crescono qui e anche il miele del Forte: non ho avuto riscontri da nessuno. Eppure, io sono sempre disponibile”. Poi la serie di annunci: “Ci sono 4 milioni per la cremagliera del Forte, 300 mila per abbattere le barriere architettoniche, 140 mila euro per aprire l’alto Forte. L’illuminazione artistica, se riusciremo a tamponare l’impianto, sarà accesa qualche volta”. E i cannoni con l’effige della Repubblica di Genova lasciati in un magazzino del Museo dell’artiglieria a Torino anziché in messi in mostra? “Non sono mai stati a Gavi – ha detto Aimone – come ha stabilito il Museo dell’artiglieria. Gli Amici del Forte hanno scritto  il contrario”. Il 24 novembre, ha concluso la direttrice, “scade il mio mandato di tre anni. Forse sarà rinnovato”.

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