Parlando attraverso dipinti e cultura

Francesco Bechis dalla Corea a Novi

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Francesco Sung Bechis

“Vivo come un guerriero senza padrone, alla ricerca forsennata di una dimensione più degna. Non mi reputo un grande artista e nemmeno migliore o peggiore di qualunque altra persona, sono solo un semplice individuo che ha trovato il proprio senso della vita nei colori, nei disegni e a volte questo mi basta”-.

Dalla Corea del Sud a Novi, animato da passioni artistiche e imprenditoriali (sia pur anomale) uniche. Francesco Sung Il Bechis, arrivò ad Asti a soli 4 anni, adottato da una famiglia locale. Dopo aver vissuto alcuni anni a Roma, dedicandosi in particolare alla grafica dei videogames, circa 5 anni fa arrivò a Novi come direttore artistico dell’Ovo Center di Marco Barbagelata.

Decise di stabilirsi permanentemente in città, anche per gestire un Bed & Breakfast a Tassarolo e soprattutto per rilanciare a livello turistico e architettonico le potenzialità del Castello Spinola.

Tuttavia la principale passione che coltiva a livello professionale, rimane la pittura.

Francesco oggi ha 40 anni, uomo di poche parole e di tanti fatti, ama preferibilmente descriversi nei suoi profili come propugnatore di fantasia, usata come arma, “contro le persone che tentano di rendere l’arte solo un mero discorso commerciale” e si definisce, in sintesi, “disegnatore, pittore, grafico e poeta”-.

A ben vedere, nelle sue opere c’è tutto questo e molto di più. Il suo tratto pittorico è estremamente originale e si potrebbe individuare in una personale ricerca neorinascimentale, lontana però da quell’iperrealismo impersonale che molto va di moda in questo periodo. I ritratti, specialmente quelli al femminile, sono un mix di orientalismo rivisitato a volte su sontuosità psicologiche, tra abiti ricamati nell’immaginario che riflettono un profondo senso onirico della scena. Pezzi unici, mai seriali. “La mia cultura artistica – spiega Francesco – si fonda con i pittori e gli scultori del Rinascimento e poi con la scuola Liberty e i fumetti, sia americani che giapponesi. Ma come per gli impressionisti, per me è inutile essere realista. Cerco di fare qualcosa di diverso. Oggi c’è una realtà virtuale più bella di quella reale. Non avrebbe senso dedicarsi all’iperrealismo, anche se in alcuni casi mi avvicino per la precisione del tratto. Le cose possono essere belle anche se imperfette. Per questo, come supporto ai colori, recupero tavole e tutto ciò che è possibile. Uso principalmente legno perché è un materiale vivo, oppure carta”-. Nell’Alessandrino e nell’Astigiano (con Beppe Varlotta e Viviana Davio tra gli altri) si è fatto conoscere per numerose mostre, ma la pittura ha varcato altri confini anche territoriali, dal teatro all’insegnamento, soprattutto aprendo nuove vedute mentali ai bambini, sempre nel campo artistico.

Il castello di Tassarolo  rappresenta una scommessa. E come avviene per la pittura, questa attività per Francesco Sung Il Bechis vuole essere una ricerca introspettiva e divulgativa. Recentemente ha partecipato alle giornate Fai, descrivendo minuziosamente alle centinaia di turisti intervenuti, le bellezze, la storia e la cultura di un passato, straordinariamente vivo e attuale.