Archiviate le accuse formulate dalla Procura di Torino nei confronti dell’ex sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere (Pd), coinvolto nell’indagine Rimborsopoli bis, riferita all’uso dei fondi assegnati dalla Regione ai gruppi del consiglio regionale, in molti casi impiegati per scopi personali e non istituzionali da parte dei consiglieri dei vari schieramenti. Muliere, attualmente consigliere comunale di opposizione a Novi, era finito nell’indagine solo in qualità di capogruppo Pd a palazzo Lascaris tra il 2008 e il 2010, quando la Regione era guidata da Mercedes Bresso (centrosinistra). L’esponente dem, secondo l’accusa, nel suo ruolo avrebbe dovuto vigilare sull’uso dei fondi utilizzati dai colleghi del gruppo. In totale, gli indagati per peculato erano più di quaranta.

Il Consiglio regionale

Nel giugno dello scorso anno erano partiti gli avvisi di garanzia mentre a inizio 2019 gli interessati avevano ricevuto la notifica della conclusione delle indagini da parte dei magistrati torinesi. Ieri il giudice per l’udienza preliminare (gup) ha disposto l’archiviazione, per altro già richiesta dai pubblici ministeri per Muliere, che dichiara: “E’ una notizia che mi riempie di grande soddisfazione. In questo ultimo anno ho lavorato per ricostruire tutte le informazioni utili da fornire ai magistrati. Ero certo di aver agito sempre nel rispetto di principi che per me sono di fondamentale importanza come quello dell’onestà. Voglio ringraziare tutte le persone che mi hanno sostenuto e che hanno avuto fiducia in me”. Prosciolto dalle accuse anche l’attuale presidente della Regione Alberto Cirio insieme ad altri 26 ex consiglieri regionali. Per una decina si va invece verso il processo.

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