8 luglio 1944: Novi ricorda

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Erano le 10.20 di sabato 8 luglio 1944. L’Italia era in guerra. A Novi Ligure, gli abitanti erano abituati ai molti allarmi aerei,  ma  fino a tutto il 1943 non c’era stato nessun bombardamento, tanto che molte persone non si recavano neppure nei rifugi.  Quella mattina una lunga coda di donne  con bambini aspettava davanti alla latteria di via Paolo Giacometti con in una mano la tessera annonaria.

C’era caldo sulla piazza della Stazione. C’era molta gente, genovesi in cerca di farina e patate, uomini con ceste, valigie, pacchetti. Non ci fu nessun allarme, nessuna sirena. Poi tutti udirono il rombo degli aerei, il fischio degli ordigni. Troppo tardi.
Le bombe americane fecero scempio della piazza e delle vie adiacenti. 216furono i morti, centinaia i feriti. Della fila di donne e bambini non rimase più nulla, solo urla di terrore, sangue e rovine. Furono centrati l’Albergo Reale, il Viaggiatori, l’Hotel Novi, il Leon d’Oro, il palazzo Pernigotti, la sede dei telefoni e quella dei tram, oltre a decine di edifici privati. Novi Ligure quel giorno cambiò volto per sempre. I corpi, ciò che ne restava, furono composti presso l’ospedale San Giacomo, già saturo di feriti e mutilati. Si dice che tutto il personale sanitario si sia prodigato per tre giorni e tre notti. Questa giornata terribile sarà ricordata oggi pomeriggio giovedì 18 luglio alle 17,30 con una conferenza  organizzata dall’Anpi novese in collaborazione con il Comune, in Biblioteca Civica di via Marconi, 66.

Durante la conferenza, ricordato uno dei giorni più drammatici della storia recente di

Il programma prevede gli interventi di Gianni Malfettani, Mario Caprini, Lorenzo Robbiano e Francesco Melone. Modera Anita Fasciolo.