Immagine di repertorio del fango della Lavagnina finito nel torrente Gorzente

La sala polifunzionale degli impianti sportivi di Casaleggio Boiro venerdì 19 giugno, alle 21,15, ospita il monologo teatrale “Acqua! Acqua! gridavano i girini… – la favola triste del fiume violato”, scritto e interpretato da Gianni Repetto per raccontare, da un altro punto di vista, gli effetti del disastro della Lavagnina.

“Ciò che è accaduto a partire dal maggio 2024 alle acque del Gorzente è stato oggetto di cronaca, di denunce e di contenzioso in questi ultimi due anni, che hanno visto protagoniste innanzitutto le popolazioni locali – rappresentate in particolare dal Comitato di Difesa di Gorzente e Piota costituitosi nell’estate del 2024 e organizzatore della manifestazione del settembre dello stesso anno – le associazioni ambientaliste e alcuni amministratori locali. Ne è nata un’interlocuzione con la società che gestisce il lago della Lavagnina che ha sancito un accordo per il ripristino di alcuni laghi a valle riempiti dal limo trasportato dalle acque torbide fuoriuscite dalla diga. Ma se questo è stato il percorso umano della vicenda, meno noto o comunque immaginato è stato come ha vissuto la vicenda colui che maggiormente ha subito il danno e cioè il popolo del fiume, quasi completamente spazzato via da quello che per lui è stato un vero e proprio cataclisma. “Acqua! Acqua! gridavano i girini…”, la favola triste del fiume violato, vuole dare voce a questo popolo, raccontando nelle modalità della favola le sue vicissitudini, le sue perdite, il suo dolore, ma anche un messaggio di speranza in base al quale il popolo dell’acqua resiste e rinasce per rendere di nuovo il Gorzente un luogo di vita e di intreccio naturalistico tra le specie animali.

Gianni Repetto

E magari si scoprirà che, al di là delle peculiarità specifiche di ognuna di queste specie, esiste tra di esse un’interconnessione, una solidarietà naturale, che noi umani – se lo siamo ancora – dovremmo imparare a conoscere e a tenere sempre in considerazione. “È una favola!”, mi si dirà, ed è facile nelle favole trovare soluzioni buoniste. Ebbene, forse in questa fase storica di vacillamento delle menti e del buon senso, sarebbe bene prendere esempio dalle favole e dalla loro morale prima che sia troppo tardi, prima che si faccia terra bruciata della natura che ci circonda con le guerre in atto e quelle che sicuramente – non siamo forse gli animali più stupidi della Terra? – verranno ancora. E non solo le grandi guerre fatte a colpi di missili e di bombe, ma quelle quotidiane di devastazione di territori meravigliosi con opere per lo più inutili, ma che generano denaro, sempre e solo denaro, magari giustificandole come pubblica utilità. Ma perché ogni volta che si fanno queste operazioni non si prova a chiedere il parere agli altri popoli non umani che abitano i territori?” Gianni Repetto