Franco Ravera (in piedi), sindaco di Belforte
Franco Ravera (in piedi).

La Comuni Riuniti Belforte Monferrato invia lettere ai proprietari dei terreni interessati dal potenziamento dell’acquedotto anche a nome del Comune di Bosio ma dal municipio negano ogni coinvolgimento nell’operazione evidenziando l’opposizione al progetto. La società guidata da Franco Ravera tenta di forzare la mano sull’avvio dei lavori con un accordo bonario per evitare i tempi lunghi degli espropri: il cantiere deve essere chiuso entro il 2025 altrimenti la società perderà i 500mila euro di fondi statali e dovrà anche farsi carico di 150mila euro di progettazione senza aver realizzato l’opera. La Comuni riuniti ha infatti scritto ai titolari delle circa 70 particelle catastali invitandoli a cedere al Comune le aree necessarie alla posa della condotta, con una lettera che in calce riporta anche il nome del sindaco, Domenico Merlo, nella quale si dice che il progetto in questione è stato approvato “in accordo con il Comune”. Merlo, a stretto giro di posta, ha però subito smentito ogni coinvolgimento nell’operazione diffondendo un comunicato nel quale si ricorda che la comunicazione della Comuni Riuniti Belforte Monferrato dice cose non vere a proposito dell’ok al progetto da parte del Comune e sottolinea che due mesi fa la giunta comunale aveva diffidato il gestore dell’acquedotto dall’approvare il progetto poichè mancavano e mancano tutt’ora le previste valvole per garantire l’acqua a Bosio. Inoltre, il mese scorso, sempre il Comune ha detto no all’autorizzazione al progetto arrivato dal consiglio di amministrazione della Comuni riuniti, posizione confermata con una pec e resa nota ai cittadini nell’assemblea pubblica del 24 novembre scorso. Lo scontro tra Comune e Ravera sempre più acceso dopo che la Comuni riuniti ha tentato, secondo quanto emerso nell’assemblea del 24 novembre, di modificare la convenzione con Bosio togliendo al Comune il potere di approvare i progetti relativi all’acquedotto.