Carrosio, la scuola elementare

La preoccupazione più grande dei sindaci dei Comuni esclusi dalla montanità sono i servizi e in particolare le scuole. Parola di Marco Bussone, presidente dell’Unione Comuni ed enti montani (Uncem), l’associazione di riferimento degli amministratori dei Comuni e delle Unioni montane a livello nazionale.

La nuova legge sulla montagna, approvata dal Parlamento, come rileva Bussone, non dà la possibilità alle Regioni di salvare le scuole dei Comuni non più montani. Le rassicurazioni arrivate ai sindaci dal centrodestra che governa il Piemonte non avrebbero quindi un fondamento giuridico. Così, sul territorio alessandrino, le scuole di Carrosio, Stazzano, Vignole Borbera, Cartosio e Montechiaro d’Acqui, paesi esclusi dalla montanità grazie ai nuovi criteri previsti dalla legge, non potrebbero più godere delle deroghe che consentono di formare classi con soli 10 alunni, evitando così le pluriclassi o addirittura la chiusura.

Spiega Bussone:  “la preoccupazione più grande dei sindaci esclusi sono i servizi. Perché la prima cosa che chiediamo come Uncem venga chiarita, in particolare dal ministro dell’Istruzione Valditara, è se si possano ancora applicare le deroghe per la formazione delle classi e degli istituti previsti da leggi dello Stato. Qui non c’è soluzione regionale possibile. La norma è nazionale, ha vent’anni. E se i Comuni non sono più montani, quella roba non si applica. Un disastro”.

I Comuni montani alessandrini sono passati da 49 a 35: sono rimasti esclusi dalla classificazione e dai fondi per la montagna anche Monleale, Montegioco, Montemarzino Lerma, Pozzol Groppo, Avolasca, Casasco, Costa Vescovato e Momperone. In compenso è entrato Arquata Scrivia, Comune con quasi 7mila residenti dotato di molti servizi.