Voltaggio: l’addio a Maria Luisa Gualco, Cavaliere della Repubblica.

Una vita tra Archivio storico e segreti di guerra nel ricordo di Giuseppe Benasso

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Il municipio di Voltaggio
Il municipio di Voltaggio.

Si è spenta nella notte tra il 16 e il 17 febbraio, Maria Luisa Gualco, nata a Voltaggio nel 1930, figura storica del Comune e insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana. Il suo ricordo è stato affidato a una nota dell’ex sindaco di Voltaggio, Giuseppe Benasso, che ne traccia la lunga e significativa carriera al servizio della comunità. La vita della signora Gualco è stata indissolubilmente legata al Palazzo Comunale di Voltaggio, dove ha prestato servizio per un quarto di secolo sotto le amministrazioni guidate dal sindaco Bernardo Battilana, venendo poi richiamata come assessore dopo il pensionamento. Era entrata definitivamente in Comune nel 1948, ma la sua esperienza in Ufficio era iniziata molto prima.

Giuseppe Benasso ne sottolinea in particolare le straordinarie capacità mnemoniche, che hanno reso Maria Luisa Gualco una vera e propria custode della memoria locale. Un episodio risalente al 2021 ne è la prova lampante: interpellata telefonicamente riguardo la mancanza dei cartellini esplicativi a fianco dei quadri esposti in Comune, rispose con prontezza disarmante, indicando il percorso esatto: “andate su in Archivio Storico, cercate i classificatori della Categoria 14 e ne troverete uno con la copertina blu: l’elenco dei quadri, ognuno con autore e titolo è lì dentro”. Un dettaglio ancora più sorprendente è che la signora Gualco non entrava in Comune da più di un quarto di secolo (salvo una presenza nel 2013 per il restauro del Palazzo). Le sue indicazioni, tuttavia, erano perfette e guidavano le ricerche in quell’Archivio Storico che lei stessa, negli anni Sessanta, aveva contribuito ad allestire con un lavoro durato anni e svolto a margine dei suoi impegni d’Ufficio, fino al riconoscimento ufficiale della Soprintendenza. Il ricordo di Benasso svela anche un capitolo eccezionale e delicato della sua giovinezza. Già prima di completare gli studi a Genova, Maria Luisa Gualco aveva lavorato in Comune come impiegata precocissima, tra il marzo 1943 e la primavera 1945. Sapeva battere a macchina e, per sua giovane età, era spesso chiamata per dettare in segreto. In quel periodo storico, si trovò a battere a macchina sotto dettatura per la signora Tosi, interprete dell’ufficiale tedesco, ma anche per i partigiani dopo il passaggio dei poteri al CLN, inclusi partigiani russi come “Gregorio”. A lei, in quanto “bambina”, venne intimato di non rivelare mai a nessuno ciò che aveva scritto, nella convinzione che i bambini fossero più rispettosi degli adulti in materia di segreti. Maria Luisa Gualco mantenne la promessa per tutta la vita. Come ha avuto modo di raccontare a Benasso: “mai nel corso della sua vita rivelò a qualcuno qualcosa di quanto le era stato dettato allora e quei segreti, adesso, li ha ormai portati per sempre con sé.”

Maria Luisa Gualco lascia un’eredità di servizio pubblico esemplare e il ricordo di una figura che ha saputo custodire la storia, i segreti e la cultura del suo paese, meritando pienamente il titolo onorifico di Cavaliere della Repubblica.