(Foto Gianni Carrara)

Il silenzio della Provincia sulla questione dei Comuni montani era già emerso durante l’ultima seduta del Consiglio dell’Unione montana Dal Tobbio al Colma. Palazzo Ghilini continua a non prendere nessuna posizione sul taglio, da 49 a 15, dei Comuni montani alessandrini a causa della nuova legge sulla montagna voluta dal governo Meloni. Il 13 gennaio ci sarà una nuova seduta della conferenza Stato-Regioni riferita al decreto attuativo dei criteri che, se approvati, causeranno il pesante taglio con conseguenze per le scuole di montagna e non solo. Per questo i consiglieri provinciali di opposizione Sabrina Caneva e Roberto Scifò hanno depositato un ordine del giorno che impegna la Provincia a chiedere il ritiro delle nuove norme sulla montagna.

“Tale classificazione – dichiara Caneva – applicati indiscriminatamente su tutto il territorio nazionale, escluderebbero dalla possibilità di accedere a bandi e finanziamenti tanti Comuni marginali della fascia appenninica (come quelli in provincia di Alessandria e nell’Ovadese); Comuni che necessitano della massima attenzione a causa della denatalità e dello spopolamento. La classificazione metterebbe a rischio importanti servizi come la scuola e la sanità, e agirebbe anche negativamente sulle imprese aventi sedi operanti nei Comuni montani, una scelta che aumenterebbe i divari territoriali anziché agire con concretezza sulle esigenze dei territori stessi per raccogliere le sfide e le opportunità vere. Proporremo un ordine del giorno anche per i consigli comunali dei nostri Comuni”.
Una scelta che andrebbe a pesare in modo particolare sulla provincia di Alessandria, conclude Roberto Scifò, “ecco perché abbiamo chiesto, con il nostro ordine del giorno, una presa di posizione immediata della Provincia e l’apertura di un dialogo con la Regione al fine di garantire tutti i Comuni dell’alessandrino che perderebbero la connotazione di comuni montani. Facciamo nostre le posizioni dell’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani che sottolinea l’inutilità di parametri nazionali che creano divisioni tra i territori e Sindaci. Ci siamo attivati immediatamente per chiedere alla Provincia di svolgere il proprio ruolo in questa difficile partita”.