Una vergogna senza precedenti quanto sta accadendo nell’area dell’ex Ecolibarna di Serravalle Scrivia, con il territorio che aspetta da tempo una bonifica ferma da circa tre anni“. Così il consigliere regionale Pasquale Coluccio (5 Stelle) dopo la risposta alla sua interrogazione sulla situazione del sito inquinato da decenni da sostanza cancerogene che rischiano di finire nello Scrivia e quindi negli acquedotti a valle.

“Lo stallo degli interventi – spiega Coluccio – è causato dal ritardo nel trasferimento di fondi regionali per 2,9 milioni di euro, fondi liquidati dalla Regione Piemonte nel 2023 ma accreditati solo quest’anno alla Provincia di Alessandria, che ha in capo la bonifica. Questi ritardi, unitamente alla mancanza di un Accordo di programma aggiornato, hanno condotto la Provincia a comunicare la restituzione delle somme in attesa di una riprogrammazione finanziaria degli interventi. Ieri, 16 dicembre, in Consiglio regionale l’assessore Vignale – che ha risposto per conto del collega Marnati – ha annunciato che la revisione dell’Accordo di programma è in corso di studio e si concluderà nei primi mesi del 2026 con la firma da parte di tutti gli enti interessati. Nessuna risposta convincente, invece, sulle motivazioni del ritardo e sulle responsabilità, sulle quali la Giunta Cirio ha scelto di glissare completamente, senza nemmeno abbozzare un qualche tentativo di giustificazione. Noi non ci stiamo. Il Movimento 5 Stelle – conclude Coluccio – chiede un cronoprogramma pubblico, tempi certi e atti conseguenti, perché la bonifica riparta subito. Chi governa ha il dovere di lasciar perdere le formule e di mettere in campo i fatti”. L’Arpa in questi giorni ha rivelato che per diverse sostanze i livelli di contaminazione sono sempre superati mentre la bonifica è ferma da tre anni.

Sulla vicenda interviene anche Sinistra Italiana di Alessandria: “La vicenda dell’ex Ecolibarna di Serravalle Scrivia è l’ennesima conferma di come in questo territorio l’inquinamento industriale venga affrontato sempre allo stesso modo: tardi, male e sulla pelle delle persone. Parliamo di un sito contaminato da oltre vent’anni, con un decreto di bonifica che risale al 2002 e una falda che, ancora oggi, presenta livelli di inquinamento elevati e persistenti.

Prelievi di sostanze nel sito di Serravalle Scrivia

Solventi clorurati, idrocarburi, benzene, metalli pesanti come ferro e manganese con concentrazioni oltre i livelli di sicurezza, come dimostrano i monitoraggi più recenti di ARPA. Eppure, nel 2022 la Regione Piemonte ha stanziato 2,9 milioni di euro che sono arrivati solo a settembre di quest’anno, quando l’accordo di programma era già scaduto. Risultato: fondi restituiti, bonifica ferma, inquinamento che continua. Qui c’è una responsabilità politica enorme. Quando una soluzione salta, il compito di un’istituzione è averne subito pronta un’altra.

La Provincia aveva il dovere – aggiungono da Si – di difendere il territorio che amministra, di incalzare Regione e Ministero e pretendere risposte che consentissero di procedere a passo spedito con la bonifica. Continuare a rimandare, infatti, significa assumersi consapevolmente un rischio elevatissimo. Il sito è attraversato dal rio Negraro, affluente dello Scrivia. Ogni stagione di piogge, ogni allagamento, ogni evento meteorologico intenso aumenta il rischio che gli inquinanti si spostino, si diffondano, finiscano altrove.
Si continua a raccontare l’alessandrino come terra di eccellenze vinicole, agricole, enogastronomiche, con un’ipocrisia che non possiamo più tollerare. Non basta una narrazione patinata a cancellare la realtà. Vendere l’immagine del “made in Alessandria” mentre si lascia marcire l’inquinamento sotto terra è una presa in giro verso chi vive, lavora e produce qui ogni giorno.
Servono risorse immediate – concludono da Alessandria -, tempi certi e la volontà politica di chiudere davvero questa stagione. La salute pubblica e la salubrità del territorio non possono restare ostaggio dei ritardi della Regione né della passività delle istituzioni locali“.