L’acquedotto alternativo di Sottovalle diventerà proprietà del Comune

La tubazione realizzata dal Cociv era stata conclusa 6 anni fa: con il Terzo valico a rischio le sorgenti del monte Zuccaro

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Sottovalle di Arquata

Alla fine, l’acquedotto alternativo di Sottovalle diventerà proprietà del Comune. La condotta idrica era stata prevista sin da 2006 nel progetto definitivo del Terzo valico poiché lo scavo del tunnel del Terzo valico verso Genova mette a rischio le sorgenti del monte Zuccaro che alimentano la frazione di Arquata Scrivia per caduta. Il nuovo acquedotto, realizzato dal Cociv con fondi pubblici, si alimenta da Rigoroso, a un’altitudine inferiore a Sottovalle, e necessita quindi di un costoso impianto di pompaggio, a differenza della tubazione gestita dal consorzio di Sottovalle. Il nodo principale dal 2019, anno della conclusione dei lavori, è stato proprio questo: chi si accolla i costi di gestione del nuovo acquedotto? Il consorzio della frazione ha sempre rifiutato di farsene carico, così la condotta, come ha previsto la delibera approvata dal Consiglio comunale, diventerà proprietà comunale. Dal Terzo valico arriverà solo un contributo “una tantum”, pari a 112mila euro, poi basta. E’ una quota dei circa 500mila euro che Rfi verserà al Comune per una serie di opere compensative del Terzo valico previste per la viabilità nel 2006 e mai realizzate dal Cociv. Interventi ormai non più utili o già realizzati dal Comune in questi quasi vent’anni. L’amministrazione comunale ora vuole impiegare la somma per riqualificare le vie e le piazze del paese. Il Comune in futuro cercherà un gestore del nuovo acquedotto, finora poco utilizzato.