Processo Albano: l’accusa chiede 6 anni e 8 mesi per l’ex vicesindaco

Stamattina ad Alessandria la penultima udienza del procedimento. Sentenza il 7 maggio.

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Nicoletta Albano

Il pubblico ministero Francesco Bruzzone ha chiesto, oggi, 9 aprile una condanna a 6 anni e 8 mesi per Nicoletta Albano, già sindaco e vicesindaco di Gavi dal 1995 al 2020, per i 7 reati a lei attribuiti dalla Procura di Alessandria, tra i quali la concussione per le dimissioni da sindaco di Rita Semino nel dicembre 2019 e il peculato per i rimborsi ottenuti dal Comune per le spese per viaggi e beni che, per l’accusa, nulla avevano a che fare con l’attività amministrativa. Imputati anche il tecnico comunale Pierpaolo Bagnasco, l’ex segretario comunale Giovanna Sutera e l’ex consigliere comunale Eugenio Rabbia. Per il primo il pm ha chiesto una condanna a 1 anno e 9 mesi, per la seconda 2 anni e 10 mesi, da assolvere, invece, Rabbia. I tre sono accusati, a vario titolo, di favoreggiamento nei confronti della Albano e di falso.

Il pm ha chiesto di riconoscere le attenuanti generiche per Bagnasco e Sutera, “presenti alle udienze e collaborativi durante il processo”, al contrario della Albano, per la quale le attenuanti non vanno riconosciute, secondo il magistrato, “poichè l’imputata non si è mai presentata in udienza e per due volte, durante le indagini, ha rifiutato di farsi ascoltare”.

La sentenza il 7 maggio dopo la conclusione delle arringhe dei difensori, iniziate nell’udienza di oggi in tribunale ad Alessandria.