Lavagnina: nel 2026 un’altra estate con i laghetti pieni di fango?

Iren ribadisce che il piano di ripristino del Gorzente partirà in primavera: potrebbe però essere troppo tardi

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C’è il timore di un’altra estate nel fango. Per i laghetti della Lavagnina, a valle della diga omonima a Casaleggio Boiro, non c’è alcuna certezza, al momento, di rivedere il tratto del Gorzente com’era fino alla primavera del 2024, cioè con l’acqua cristallina e tanti pesci, meta di bagnanti da tutta la provincia e non solo. Davide Castellaro, vicepresidente del comitato Difesa Gorzente e Piota, ha pubblicato su Facebook le foto della situazione attuale del corso d’acqua a valle della diga: sotto l’acqua si vede il fango depositato come lungo le piccole spiagge. Un disastro che Iren aveva detto di voler affrontare a partire dalla prossima primavera, facendo sorvolare il corso del Gorzente da un drone per verificare i punti dove poi intervenire con mezzi meccanici per rimuovere il materiale sversato nel 2024 e nel 2025 dalla diga durante i lavori di messa in sicurezza, violando le prescrizioni ambientali imposte dalle Aree protette dell’Appennino Piemontese. La società gestore dell’invaso aveva annunciato un piano di intervento mentre il 2026 si avvicina. Il timore del comitato e dei cittadini è che se il piano partirà con l’uso dei droni a marzo, come annunciato da Iren, ci vorranno mesi prima di vedere eventualmente le ruspe in azioni e quindi anche l’estate 2026 trascorrerà con i laghetti inutilizzabili. Iren, ovviamente, confida soprattutto nelle piene del Gorzente, che finora, però, non hanno risolto il problema. Il comitato nel 2025 aveva chiesto di anticipare prima possibile il piano ma non è stato ascoltato, a quanto pare.