Il palazzo del Conservatorio Romano, a Gavi, sarà messo in vendita dalla Regione ma l’asilo nido aperto un anno fa resterà attivo.
L’edificio, di origine medievale, è proprietà dell’opera pia omonima, creata per gestire il lascito della famiglia Romano alla comunità gaviese a fine ‘800 con l’obiettivo di dare assistenza ai bambini. Infatti, nel tempo il palazzo di via Mameli ha ospitato le scuole elementari e un orfanotrofio e l’apertura del nido, inaugurato alla fine dello scorso anno, è stata voluta proprio per rispettare le volontà della famiglia. Ci sono però 80 mila euro di debiti con le banche per i mutui accesi per il nido, cifra che ha portato la Regione all’apertura della procedura di estinzione dell’Ipab. Cosa ne sarà del palazzo? Secondo la legge regionale il Comune ha una priorità nell’eventuale acquisizione del bene. Oltretutto, lo stesso Comune lo scorso anno, con 480mila euro di fondi del Pnrr, ha avviato dentro l’edificio il cantiere per la costruzione di un secondo nido, riservato ai bambini neonati fino a 1 anno, mentre quello operativo, gestito dalla cooperativa “Il Sentiero del Movimento Ragazzi” di Genova, riguarda quelli più grandi. Nell’edificio vivono inoltre due suore, che danno una mano nel nido, ed è operativo il centro di ascolto della Caritas.
La giunta comunale ha però rifiutato l’acquisizione dell’immobile poiché avrebbe dovuto accollarsi anche i debiti dell’Ipab e ora la Regione dovrà pubblicare un avviso per raccogliere proposte di acquisto.
L’assessore comunale Carla Poggi rassicura: l’attività del nido procederà senza problemi così come il cantiere del nido comunale. La destinazione urbanistica dell’edificio per legge resterà quella attuale, quindi non potrà diventare residenziale.
La speranza è che si faccia avanti la Curia di Genova. La procedura in Regione dovrebbe chiudersi il prossimo anno.








