Paolo Caviglia: “Non so nulla di parchi ma mi impegnerò con il territorio”

Il neo presidente delle Aree protette dell'Appennino Piemontese si è insediato ammettendo di non avere alcuna competenza. Gianni Repetto eletto vice.

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Uno scorcio del Parco Capanne

Ad ascoltare le parole del neo presidente delle Aree protette dell’Appennino Piemontese, Paolo Caviglia, durante il suo insediamento lunedì a Bosio, viene ancora più da chiedersi su che basi la Regione lo abbia scelto, soprattutto rispetto agli altri candidati, almeno alcuni.

Il segretario della sezione della Lega di Arquata Scrivia ha infatti ammesso che nel suo curriculum c’è, fra l’altro, la lunga esperienza da sindaco a Vignole Borbera, iniziata a 28 anni nel 1994, la presidenza della Comunità montana della Val Borbera, il ruolo di commissario liquidatore della Comunità montana Appennino Aleramico Obertengo “ma nulla sui parchi“.

Eppure, il bando della Regione pubblicato a fine 2024 e poi prorogato la scorsa estate chiedeva ai candidati di inviare il proprio curriculum per valutare ogni figura. Come ha fatto il presidente Alberto Cirio a scegliere Caviglia se altri avevano già esperienze alla guida di Parchi regionali?

Durante il suo intervento, Caviglia ha assicurato di voler collaborare con il nuovo Consiglio appena insediato per mettere giù il programma per i prossimi cinque anni di amministrazione e di voler conoscere il territorio ascoltando i sindaci, da lui invitati alla seduta di lunedì, e il territorio. “La mia nomina – ha detto – non ha lasciato tutti contenti ma metterei da parte le polemiche”.

Paolo Caviglia

Il Consiglio ha poi nominato come vicepresidente Gianni Repetto, rappresentante di Bosio e già presidente del Parco Capanne di Marcarolo. Gli altri due componenti sono Gianni Chiesa, nominato su indicazione di Carrega, e Giacomo Briata per le associazioni ambientaliste. Resta vacante al momento il posto riservato alle associazioni agricole nonostante l’indicazione di Roberto Ghio, imprenditore agricolo di Bosio, da parte di Confagricoltura.

Repetto ha spiegato di non aver alcuna pregiudiziale nei confronti di Caviglia ma ha sottolineato le anomalie della procedura seguita dalla Regione per la scelta del presidente: “Anche la Regione deve rispettare la legge“.

Da parte di tutti è emersa la volontà di collaborare su questioni come il disastro della Lavagnina, la gestione del personale e del Parco dell’Alta Val Borbera.