Con l’inizio del mese di agosto sono ufficialmente iniziati i lavori sulla linea ferroviaria Milano – Genova, così come annunciato da Trenitalia, RFI e dalle Regioni interessate. Le istituzioni coinvolte avevano pubblicamente e reiteratamente assicurato un impegno concreto finalizzato al contenimento di ritardi, modifiche e disagi per l’utenza. Tuttavia, anche questa volta, le promesse sono state disattese.
Nonostante l’evidente peggioramento della situazione per i pendolari e i viaggiatori – già provati da mesi di criticità insostenibili – Trenitalia e RFI, con il pieno appoggio di Regione Liguria, hanno negato ed escluso ogni forma di rimborso, anche parziale, in favore dei titolari di abbonamenti regionali. La motivazione ufficiale fa riferimento a ritardi “contenuti” entro il limite dei trenta minuti, soglia considerata “tollerabile” e non meritevole di alcuna tutela.
Una giustificazione che appare inaccettabile alla luce del reale impatto sulla quotidianità di migliaia di utenti, costretti a tardare sistematicamente le entrate nei luoghi di lavoro ed i rientri a casa nonché a viaggiare su mezzi sovraffollati che non garantiscono la piena sicurezza dell’utenza.
Emblematico è il caso dei pendolari di Ronco Scrivia, che per raggiungere il centro di Genova entro le 9 erano soliti utilizzare i treni previsti per la fascia oraria tra le 7 e le 8.
Prima dell’avvio dei lavori, erano disponibili quattro collegamenti utili, inclusi due treni diretti a Genova Brignole. Attualmente, invece, sono stati eliminati entrambi i treni diretti a Genova Brignole e ne sono stati mantenuti solo due, diretti a Genova Piazza Principe, che costringono i passeggeri a scegliere tra:
• anticipare la partenza alle ore 7,07 e affrontare cambi obbligati a Genova Piazza Principe;
• affidarsi al treno delle 8,07 che, data la necessità di effettuare dei cambi a Genova Piazza Principe, non consente di raggiungere il centro città in tempo utile per iniziare le attività lavorative alle 9.
A ciò si aggiunga che, solo considerando gli ultimi tre giorni, il treno nº 2115 delle ore 8:07 ha evidenziato tutta la criticità e inaffidabilità del servizio (solo lunedì contava oltre quaranta minuti di ritardo e oggi si è inspiegabilmente arrestato nella stazione di Ronco Scrivia e non è più ripartito, così come il successivo treno nº 3013).
Inoltre si tenga in considerazione che l’unico treno regionale della linea locale, che poteva forse consentire ai pendolari di arrivare a Genova in tempo utile, è stato posticipato di 14 minuti (dalle 7,42 alle 7,56) e, a fronte di un viaggio di circa un’ora, non consente l’arrivo a Genova in tempo utile.
Analogo disagio vale per la tratta di ritorno per coloro i quali escono dal luogo di lavoro alle 18 in centro a Genova. Costoro hanno la possibilità di correre a Genova Piazza Principe per tentare (la maggior parte delle volte invano) di prendere il treno delle 18,27 (sistematicamente sovraffollato) oppure attendere il treno regionale nº 12068 in partenza alle 19 con arrivo a Ronco Scrivia intorno alle ore 20.
È evidente come il ricorso al parametro dei “30 minuti di ritardo” sia stato strumentalmente impiegato per escludere ogni forma di ristoro economico, ignorando del tutto le esigenze concrete di un’utenza che si trova a dover garantire la propria presenza e puntualità al lavoro anche nel mese di agosto.
La situazione non è più tollerabile: i disservizi non rappresentano un’eccezione temporanea ma una condizione strutturale, con pesanti conseguenze sulla sicurezza e sul piano personale e professionale degli utenti.
Si chiede pertanto una presa di responsabilità immediata da parte di Trenitalia, RFI e delle istituzioni competenti, con l’adozione di misure concrete, anche economiche, di tutela e ristoro per gli utenti colpiti. Sarà nostra cura sottoporre l’argomento al prossimo tavolo tecnico regionale.
Andrea Pernigotti, presidente dell’Associazione Pendolari Novesi








