Stazione di Ovada

“Abbiamo chiesto più trasparenza sui costi del servizio e possibili soluzioni, ma l’assessore ai Trasporti ci ha risposto elencando una serie di norme”, la replica di Giovanni Berrino alla lettera inviata dal Comitato Difesa Trasporti Valli Stura ed Orba e da 27 sindaci non placa l’esasperazione dei pendolari e degli abitanti, alle prese con l’orario di agosto, che dal 29 luglio al 3 settembre sostituisce i treni della linea Genova-Ovada-Acqui con i bus. “Sulla base dei principi europei e nazionali, è stato costruito il rinnovo del contratto di servizio tra Regione e Trenitalia e, tenuto conto dei vincoli di finanzia pubblica, senza dimenticare il taglio di 140 milioni di euro sul fondo nazionale trasporti da parte del Governo, è stata definita la programmazione”.

Berrino ribadisce che la variazione d’agosto “è consolidata dal 2011” e che “per richiesta di Rfi quest’anno, in via eccezionale, tale modalità è stata anticipata e allungata di una settimana”. Vale anche per la linea Genova – Busalla e per i servizi Voltri-Nervi, che, analogamente ai servizi sulla linea per Acqui Terme, sono sospesi per 5 settimane: “una necessità presentata e condivisa alla riunione del 2 maggio”. “Se fosse così – replica il Comitato – non ci troveremmo ogni giorno a registrare lamentele ed esposti dei viaggiatori, a causa dei bus sostitutivi, dei pochi posti a sedere, delle coincidenze mancate e dei ritardi cronici”.

Il Comitato e i sindaci ieri hanno inviato la lettera di replica. “La nostra impressione è che, per usare un esempio calcistico, Trenitalia faccia da arbitro e da giocatore allo stesso tempo – scrivono – è una posizione piuttosto pericolosa per l’utenza, in quanto il rischio reale è che l’arbitro si comporti in modo non propriamente super partes e il giocatore, al contempo, si dimostri inefficiente”.

Il 4 settembre alle 21 nella Loggia di San Sebastiano il presidente del Comitato Fabio Ottonello insieme alle delegate Manuela De Lorenzi, Alessandra Rapetti, il sindaco di Ovada Paolo Lantero, incontreranno i pendolari, i sindaci piemontesi e liguri, la popolazione. “Da un giorno all’altro la convivenza con la ferrovia è diventata impossibile a causa dei treni merci della linea Succursale, che fanno tremare le case- sbottano gli abitanti di Corso Saracco – da 4 convogli al giorno siamo passati ad un treno ogni 10 minuti anche di notte, il rumore e il fastidio non ci fanno dormire”. Stanno diminuendo, ma una domanda non dà pace: “Se da Ovada a Genova transitano i merci, perché i passeggeri sono costretti a viaggiare sui bus?”Sui social corrono veloci i commenti. Alla considerazione che  “la programmazione del servizio d’agosto è consolidata dal 2011” un pendolare esasperato ha risposto che “anche il regime Nordcoreano è consolidato dal 1950, nondimeno può essere considerato discutibile”.