Chiuso definitamente il contenzioso tra il Comune di Arquata Scrivia e la Edil Contract di Roma sulla piscina comunale. L’impianto è stato aperto nel 2013 ma l’anno dopo l’azienda che l’aveva costruito, con una spesa di 2,6 milioni di euro, aveva citato l’ente in giudizio per chiedere un risarcimento di 1,2 milioni di euro riferiti a presunte maggiori spese sostenute durante i lavori, prolungati oltre il previsto. Il Comune, a sua volta, aveva comminato alla ditta una penale di 177 mila euro per una serie di difetti riscontrati durante il collaudo della struttura, da subito molto frequentata, dove erano emerse crepe nei muri, era crollata parte della controsoffittatura e si erano verificate infiltrazioni di acqua. L’amministrazione comunale, oltre a richiedere i danni per questa situazione, aveva a sua volta citato la ditta anche per l’impianto fotovoltaico, installato in ritardo sul tetto, causando un danno economico poiché non tutti gli incentivi statali previsti erano stati incassati.

L’esterno della piscina di Arquata Scrivia

L’allora tecnico comunale, Giuliano Repetto, era stato addirittura denunciato penalmente dalla Edil Contract, per abuso d’ufficio, per aver riscosso 40 mila euro di polizza fidejussoria proprio per il fotovoltaico ma lo scorso anno è stato prosciolto. Rispetto al contenzioso civile, due anni fa era stata tentata una conciliazione fra le parti ma il Comune aveva rifiutato poiché secondo il perito nominato dal giudice il Comune avrebbe dovuto dare ancora dei soldi all’impresa. Successivamente l’amministrazione comunale è stata condannata dal tribunale di Alessandria a versare alla Edil Contract circa 42 mila euro ma ha preferito non impugnare la sentenza. “La ditta – spiega il sindaco, Alberto Basso – chiedeva molto di più e soprattutto ci eravamo già trattenuti circa 240 mila euro su quanto chiedeva l’impresa”.

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